All’incontro hanno partecipato l’amministratore di E-Cycle Ottavio Saia, il presidente di Ambiente S.p.A. Ricardo Chiavaroli, il rappresentante di Legambiente Michele Manigrasso, insieme alla dirigente scolastica Antonella Sanvitale e al referente per l’educazione ambientale Andrea Conte. Un confronto che ha messo al centro il ruolo delle scuole come motore di cambiamento culturale.
«Il progetto nasce per informare e responsabilizzare i cittadini, partendo dai più giovani», ha spiegato Saia. «I RAEE contengono materiali preziosi e riciclabili, ma se gestiti male diventano altamente inquinanti. La raccolta separata è un gesto semplice che produce benefici ambientali ed economici».
I numeri confermano l’urgenza: ogni anno nel mondo si generano 54 milioni di tonnellate di RAEE, destinate a diventare 74 milioni entro il 2030. Alluminio, rame, ferro, plastica di qualità, oro, argento e terre rare possono essere recuperati, riducendo l’estrazione di nuove materie prime e limitando la dispersione di sostanze pericolose.
“Urban Mining” prevede una campagna di formazione e comunicazione realizzata con il supporto di Legambiente, rivolta alle scuole superiori e all’università, oltre alla distribuzione di contenitori dedicati alla raccolta dei RAEE negli istituti cittadini. L’obiettivo è duplice: migliorare la qualità della raccolta differenziata e mostrare agli studenti le opportunità professionali legate all’economia circolare, un settore in forte crescita.
«Monitoreremo i risultati nei prossimi mesi per misurare l’impatto del progetto sul territorio», ha concluso Saia. «I dati saranno condivisi con gli studenti, primi protagonisti di un percorso che unisce educazione, sostenibilità e responsabilità civica».
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