
L’AQUILA – L’innovazione tecnologica diventa un alleato concreto della sanità e della vita quotidiana dei cittadini che vivono nelle aree più isolate. Con l’avvio della fase operativa del progetto “Le Valli della Tecnologia”, dedicato al nuovo servizio di assistenza domiciliare per le Dimissioni Protette, si apre una stagione che punta a rafforzare la tutela delle comunità delle aree interne, dove il digitale rappresenta ormai uno strumento essenziale per garantire il diritto alla salute e ridurre l’isolamento delle famiglie e dei pazienti più fragili.
Il progetto mira a potenziare la domiciliarità attraverso il lavoro degli operatori socio‑sanitari, impegnati nell’assistenza di base, nel supporto alla gestione quotidiana e nel monitoraggio costante dei pazienti nel delicato periodo post‑ricovero. Un modello che prepara il terreno ai futuri sviluppi legati alla telemedicina e al telemonitoraggio, elementi chiave per una sanità più vicina ai territori montani e marginali.
Sul tema interviene il presidente di Uncem Abruzzo, Lorenzo Berardinetti, che sottolinea la necessità di ampliare ulteriormente questo percorso. Secondo Berardinetti, l’iniziativa rappresenta “un’ottima risposta alle esigenze delle aree interne”, e il ringraziamento all’assessore regionale Mario Quaglieri va proprio nella direzione di una visione che mette la tecnologia al servizio delle comunità. Ma per il presidente è arrivato il momento di compiere un passo successivo: istituire un tavolo di confronto che coinvolga i medici di base e tutte le realtà che operano a tutela dei territori montani, così da costruire una rete più solida e capillare.
Berardinetti evidenzia come l’obiettivo debba essere quello di colmare definitivamente i divari strutturali che penalizzano le famiglie che hanno scelto di vivere nelle aree interne. L’idea di partenza è buona, afferma, ma ora occorre estendere il servizio includendo anche le piccole necessità quotidiane, affinché nessuno si senta più cittadino di serie B. Una richiesta che punta a trasformare la tecnologia in un presidio di equità, capace di garantire continuità assistenziale e qualità della vita anche nei luoghi più distanti dai grandi centri.