
REGIONE – I dati illustrati dal ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ad Alba Adriatica confermano il salto di qualità dell’Abruzzo: nei primi sei mesi del 2026 la regione cresce oltre la media nazionale, con +7,2% negli arrivi e +7,7% nelle presenze. A luglio la tendenza si consolida ulteriormente, segnando +6,5% di arrivi e +6,7% di presenze rispetto al 2025.
Numeri che, secondo Giammarco Giovannelli, presidente Confcommercio e Federalberghi Abruzzo, sono il risultato di un lavoro condiviso tra operatori turistici, associazioni datoriali, Regione ed enti locali. Giovannelli riconosce il ruolo del presidente Marco Marsilio e degli assessori D’Annuntis e D’Amario, sottolineando come gli investimenti infrastrutturali abbiano contribuito a rafforzare l’attrattività del territorio.
Accanto ai risultati, però, emerge un nodo urgente: la movida molesta, che per Giovannelli va affrontata “subito e con decisione”, attraverso un’azione coordinata tra Regione, Prefetture, Questure e Anci. “Sì al divertimento, ma no alla degenerazione sociale che scoraggia turisti e cittadini”, ribadisce, ricordando il comitato sulla sicurezza promosso a Teramo il 12 agosto.
Il presidente rilancia anche la necessità di istituire una Agenzia Regionale del Turismo, ritenuta essenziale per programmare e sviluppare i “Turismi Abruzzesi” e garantire almeno sei mesi di economia turistica attiva. La destagionalizzazione, sottolinea, deve diventare la nuova direttrice strategica: un turismo capace di vivere tutto l’anno, non solo nei mesi centrali.
L’analisi dei dati evidenzia inoltre la crescita dei borghi dell’entroterra, che nel primo semestre segnano un +10% di presenze. Un segnale di un turismo più diffuso, che affianca al prodotto mare – ancora centrale per le famiglie – le aree interne, la montagna, i cammini religiosi e storici, la natura, i parchi, l’enogastronomia e la cultura.
Per Giovannelli, l’Abruzzo deve essere promosso come una regione capace di rispondere a esigenze diverse, con un’offerta integrata e riconoscibile sui mercati nazionali e internazionali. “Serve una strategia comune che metta al centro la sicurezza e la qualità dei servizi, per consolidare i flussi turistici e garantire una programmazione stabile e duratura”.