
PESCARA – Un anniversario che diventa occasione di confronto, visione e responsabilità culturale. Nella Sala dei Marmi della Provincia di Pescara si è svolta la cerimonia per il Trentennale dell’Accademia Italiana della Cucina – Delegazione Pescara Aternum, alla presenza del Prefetto Luigi Carnevale, del Presidente della Provincia Giorgio De Luca e del Sindaco Carlo Masci.
Il Delegato Giuseppe Di Giovacchino ha aperto i lavori ricordando la missione dell’Accademia: cercare, raccontare e preservare la bellezza del patrimonio enogastronomico italiano. «Tutelare i saperi, le tecniche e i gesti della nostra tradizione – ha sottolineato – significa custodire un dialogo intergenerazionale che arricchisce l’umanità».
La tavola rotonda, introdotta dalla dirigente scolastica Alessandra Di Pietro, ha messo in relazione Accademia, sistema produttivo, associazioni di settore e mondo della formazione. Un confronto che ha evidenziato la necessità di unire cultura gastronomica, innovazione e competitività.
Gli interventi di Alessandro Addari e Luigi Di Giosaffatte (Confindustria Abruzzo Medio Adriatico) hanno ribadito il ruolo strategico del comparto agroalimentare, chiamato a innovare la tradizione e a dialogare con i mercati globali attraverso sostenibilità, qualità e filiere integrate. L’imprenditore Gianluigi Peduzzi, Presidente di Rustichella d’Abruzzo, ha portato l’esempio di un’azienda familiare diventata marchio internazionale senza rinunciare alla propria identità artigianale.
L’Accademica Maria Luisa Abate ha ripercorso trent’anni di ricerca e tutela della cultura gastronomica regionale, mentre Leonardo Seghetti, tra i massimi esperti italiani di chimica agraria e olivicoltura, ha guidato il pubblico in un viaggio storico dedicato ad Antonio Montefredine, fondatore della delegazione pescarese. Il chimico Luciano Di Giovacchino ha illustrato mezzo secolo di evoluzione nelle tecnologie di lavorazione delle olive, tra tradizione e innovazione.
Nelle conclusioni, Alessandra Di Pietro ha richiamato il ruolo centrale della formazione nel difendere il Made in Italy e nel formare professionisti capaci di custodire e innovare il patrimonio gastronomico nazionale. Il Vicepresidente dell’Accademia Nazionale Mimmo D’Alessio ha ricordato il recente riconoscimento della Cucina Italiana come patrimonio immateriale dell’Umanità, sottolineando come essa rappresenti cultura, identità e memoria condivisa.
Protagonisti della giornata anche gli studenti dell’indirizzo Professionale Turistico dell’Istituto “De Cecco” di Pescara, che hanno accolto gli ospiti e dialogato con accademici e professionisti sulle eccellenze enogastronomiche del territorio.
Un Trentennale che non guarda solo al passato, ma rilancia una visione: fare della cultura gastronomica un ponte tra tradizione, innovazione e futuro.