L’11 e 12 aprile al Teatro Marrucino in scena lo spettacolo di Salvatore Rizzo
CHIETI – Sabato 11 aprile alle ore 21 e domenica 12 alle ore 17 al Teatro Marrucino di Chieti ultimo appuntamento con la Stagione di Prosa 2014/2015. “Se’ nùmmari” è il titolo dello spettacolo teatrale che vedrà come protagonisti Filippo Luna e Valeria Contadino. A firmare la regia della nuova produzione del Teatro Stabile di Catania, è Vincenzo Pirrotta, il quale racconta con lo stile registico che lo contraddistingue, la storia di Orazio e Anna e del loro matrimonio che giorno dopo giorno si gretola sotto il peso della difficoltà, anche se aver azzeccato i sei numeri al Superenalotto sembra la chiave di svolta per una vita migliore, ma questa apparente felicità li porterà ben presto a perdere il lume della ragione. Luna e Contadino sono magistrali interpreti di uno spettacolo vero e raro, che lasciano un segno indelebile nello spettatore. Un’interpretazione viscerale, brutale e dolce, densa di pathos, che ci mette di fronte a una verità infallibile : la vita è una tombola, si può vincere e si può perdere, anche la dignità di uomo.
NOTA DELL’AUTORE – Confessare dove, in che tempo, perché li ho pensati, Orazio e Anna, protagonisti di “Se’ nùmmari”, sarebbe un colpo sotto la cintura per Vincenzo, Filippo e Valeria, grazie ai quali questa storia lascia stasera i fogli di un copione e si trasfigura in anime e corpi di palcoscenico. Quasi un torto. Che non penso affatto di fargli, grato come devo esser loro per farmeli “vivere”, questi miei figli di carta che da un po’ di tempo sono soprattutto loro figli. In che tempo, al massimo. Un oggi che può essere l’altro ieri o dopodomani. Un oggi comunque, un oggi qualunque. Ma anche – visto il rito sacrificale di cui Orazio e Anna sono spietati sacerdoti – l’indefinito “sempre” del mito (che è un territorio, a dirla tutta, che a Pirrotta piace frequentare, nel suo teatro).
Anche dove, magari, in che luogo. Che importa, il “dove”? Orazio e Anna parlano in siciliano ma la loro storia credo sia ovunque, una tragedia di città o di provincia. E il loro spazio, comunque, penso sia più quello della follia che quello fisico, è la gabbia del delirio che imprigiona le loro menti, la ragnatela della febbre che li assale e li rinserra dopo che hanno intravisto un barbaglio di felicità che, da lontano, dopo gli anni del dolore, del negarsi e del donarsi, scambiano per un’improvvisa catarsi. E non si accorgono che quella è invece una trappola: chissà, magari tesa, messa lì apposta dagli stessi dei.
Il “perché”, infine. Perché accade quello che accade ad Orazio e ad Anna? Io stesso non so spiegarlo, né credo possa spiegarlo il teatro. O almeno: può sicuramente capirne il tormento, rendersene partecipe, anche senza giudicare, ma non gli si possono chiedere diagnosi. Non so se il “perché” risieda nella ricerca quotidiana di ciò che non abbiamo o che magari abbiamo già ma ci ostiniamo a non vedere. In quella ricerca che ci esalta e ci sfinisce, ci elettrizza e ci abbrutisce, ci carica al quadrato e poi ci azzera, dalla quale non prendiamo mai una pausa, un moto perpetuo che ci avvince e ci sfianca, che usiamo come grimaldello per tentare di affrancarci da questa o quella schiavitù, la corsa affannosa il cui trofeo, al traguardo, sarà l’essere (o il solo sentirci) più felici. Lasciamo parlare loro, adesso, lasciamo parlare Orazio ed Anna. Ad ognuno, spero, diranno una cosa diversa, racconteranno una diversa verità. Un dove, un tempo, un perché che non saranno mai uguali per tutti.
Salvatore Rizzo
INFO – Botteghino Teatro Marrucino – Tel 0871-1330470 0871-321491. Aperto da martedì a domenica dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 17 alle ore 20 (chiuso il lunedì). Riduzione del 20% riservata agli under 25. Riduzione del 30% riservata agli iscritti al Conservatorio L. D’Annunzio di Pescara. Gruppi (minimo 25 persone) over 65, Enti e Associazioni convenzionati. Acquisti anche online su www.teatromarrucino.eu
Ricordiamo inoltre che domenica 12 aprile gli attori incontreranno il pubblico presso il foyer bar del Teatro Marrucino ore 11.30. Ingresso libero.