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Sanità penitenziaria in Abruzzo, approvata la nuova rete regionale

La Regione Abruzzo approva la nuova rete sanitaria per le carceri: più personale, telemedicina e servizi uniformi negli istituti penitenziari.

da Marina Denegri
carcere sulmona

carcere di Sulmona – Foto Regione Abruzzo

REGIONE – La Giunta regionale dell’Abruzzo ha approvato, su proposta dell’assessore alla Salute Nicoletta Verì, la nuova rete regionale per l’assistenza sanitaria negli istituti penitenziari, aggiornando il precedente modello organizzativo risalente al 2014 e adeguandolo alle attuali esigenze della popolazione detenuta.

L’obiettivo del provvedimento è garantire un’organizzazione più uniforme dei servizi sanitari all’interno delle carceri abruzzesi, assicurando continuità assistenziale, integrazione con il sistema sanitario regionale e risposte più efficaci ai bisogni di salute fisica e mentale dei detenuti.

La nuova rete è stata definita attraverso un tavolo tecnico che ha coinvolto Asl, responsabili della medicina penitenziaria, rappresentanti dell’amministrazione penitenziaria, magistratura e Dipartimento regionale Sanità.

In Abruzzo sono presenti otto istituti penitenziari per adulti a L’Aquila, Avezzano, Sulmona, Chieti, Lanciano, Vasto, Pescara e Teramo, oltre all’istituto penale per minorenni dell’Aquila. Complessivamente la popolazione detenuta supera le 2.300 unità, con 2.265 uomini e 97 donne.

La delibera disciplina l’organizzazione dei presidi sanitari all’interno delle strutture carcerarie, prevedendo personale medico, infermieristico e psicologico in numero proporzionato alla popolazione detenuta. In particolare, ogni istituto dovrà disporre di dirigenti medici, medici penitenziari convenzionati, infermieri e psicologi per garantire un’assistenza adeguata.

Tra le novità viene incentivato anche il ricorso alla telemedicina per consulenze specialistiche, dalle visite cardiologiche a quelle dermatologiche e radiologiche, con l’obiettivo di ridurre gli spostamenti dei detenuti verso le strutture esterne. Nel solo 2025 le traduzioni per visite e accertamenti sanitari fuori dagli istituti sono state quasi 4.300.

All’interno delle carceri continueranno a essere garantite le prestazioni di medicina generale e le principali attività specialistiche, tra cui psichiatria, cardiologia, odontoiatria e malattie infettive. Nei casi di emergenza, dopo la stabilizzazione del paziente, è previsto il trasferimento presso gli ospedali di riferimento.

Parallelamente, la Regione ha avviato le procedure concorsuali per l’assunzione a tempo indeterminato di nuovi dirigenti medici specializzati in medicina penitenziaria.