FRANCAVILLA AL MARE – Francavilla al Mare ha accolto Sal Da Vinci con un abbraccio che ha superato ogni previsione. Il concerto di sabato 1 agosto 2026, inserito nel cartellone della festa popolare cittadina, ha registrato un successo straordinario, con un pubblico eterogeneo e caloroso: famiglie, bambini, fan arrivati anche da fuori regione – come da Bari – e tanti appassionati della musica del cantautore napoletano.
«Come suona bene Francavilla al Mare, si sente anche il profumo del mare», ha detto Sal Da Vinci nei primi minuti dello show, sorpreso dall’esplosione di entusiasmo arrivata dopo un’attesa silenziosa. «Non mi aspettavo questa accoglienza, vi sentivo quieti fino a pochi minuti prima dell’inizio».
Il concerto ha alternato brani celebri del repertorio dell’artista a omaggi alla musica napoletana – da Voce ’e notte a Io mammete e tu, fino a Comme facette mammeta? – e reinterpretazioni di grandi classici italiani:
Un viaggio musicale effervescente, sostenuto da una band di altissimo livello: Pino Perris (piano), Pino Caputo (tastiere), Carmine Santimone (chitarra), Cristian Capasso (basso), Antonio Vandelli (percussioni), Peppe Fiscale (tromba), Gianluca Mirra (batteria).
Non sono mancati i momenti più intimi, con i fan che hanno dedicato all’artista striscioni come “Sal quando canti sei poesia” o “Sei passione, dolore e follia”. Una fan ha consegnato una lettera, che Sal ha letto sul palco trasformandola in una riflessione: «Le lettere sono passate di moda. Nelle cassette della posta troviamo solo multe e bollette».
Sul tema dell’intelligenza artificiale, l’artista ha offerto un pensiero sincero e critico: «Siamo pieni di AI. Le chiediamo di risolvere ogni problema, di cancellare le foto di chi non vogliamo più vedere. Non sforziamo più la mente per scrivere poesie d’amore. Scrive cose perfette, ma si vede che d’amore non sa niente».
E non è mancata una frecciatina a chi usa i social in modo improprio: «Mio padre mi ha insegnato l’educazione per il pubblico, che è una famiglia allargata».
Uno dei momenti più toccanti è arrivato quando Sal ha parlato della perdita del padre: «La famiglia è il posto se hai vinto ma anche se hai fame. Spesso la diamo per scontata. Quando ho perso mio padre, il dolore era così grande che non riuscivo a cantare la canzone che avevo scritto per lui. Poi quel dolore è diventato altro, più dolce. Ho trovato il coraggio e oggi quella canzone è nel mio ultimo album. È una dedica a me stesso e un messaggio per chi sta vivendo un dolore simile: datevi forza».
Prima di uno dei brani più amati, Rossetto e Caffè, Sal ha raccontato la sua rinascita artistica: dopo tre anni e mezzo dedicati al musical, temeva di essere dimenticato dal mercato discografico. Ha deciso di autoprodurre il brano, sfidando chi non credeva in lui. Il risultato è stato uno dei suoi maggiori successi.
Il concerto si è chiuso alle 23:40, in un clima di festa che ha coinciso con una data simbolica per i tifosi del Napoli: i 100 anni della società. Un intreccio di emozioni, musica e identità che ha reso la serata indimenticabile.
Foto a cura di Paolo di Sante
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