Alla cerimonia saranno presenti il sindaco Gianguido D’Alberto, l’assessore alla toponomastica Pina Ciammariconi, il segretario generale SAP Stefano Paoloni e le istituzioni del territorio. Un momento pubblico che vuole trasformare un luogo della città in un simbolo permanente di legalità, coraggio e responsabilità.
L’iniziativa non si limita a commemorare due figure centrali della lotta alla mafia, ma intende trasmettere alle nuove generazioni il valore del loro esempio. Falcone e Borsellino, insieme agli agenti che li proteggevano, hanno incarnato un impegno civile che va oltre le stragi: un impegno quotidiano, fatto di scelte, di etica e di resistenza alla cultura dell’omertà.
«Abbiamo accolto con convinzione la proposta del SAP – dichiarano il sindaco D’Alberto e l’assessore Ciammariconi – perché il messaggio che Falcone, Borsellino e le loro scorte ci hanno lasciato è un patrimonio morale che appartiene al presente e al futuro. La mafia non è solo pizzo e violenza: è una cultura che giustifica scorciatoie, che distoglie lo sguardo davanti a un reato, che alimenta il silenzio. Una cultura che va combattuta nelle famiglie, nelle scuole, nella vita quotidiana».
Ricordare il sorriso e il coraggio dei due magistrati significa ribadire che la paura non è assenza di coraggio, ma parte di una sfida più grande: quella che uomini e donne delle istituzioni sane continuano a portare avanti ogni giorno. Con questa intitolazione, Teramo sceglie di rendere quella sfida un luogo, un nome, un segno visibile nella città.
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