
ROMA — Una serata di grande eleganza culturale e diplomatica ha accompagnato la presentazione del volume “Villa Stolojan – Residenza d’Italia a Bucarest” dell’Ambasciatore Gaetano Cortese, ospitata al Circolo degli Esteri della Farnesina. Un evento molto partecipato, impreziosito dalla presenza di ambasciatori, studiosi, rappresentanti istituzionali e personalità del mondo culturale, riuniti per celebrare i 145 anni delle relazioni diplomatiche tra Italia e Romania.
La nuova pubblicazione si inserisce nella prestigiosa collana fondata da Cortese nel 1999, oggi composta da 56 volumi dedicati alla valorizzazione delle Residenze diplomatiche italiane nel mondo: un patrimonio architettonico e artistico che racconta la storia dell’Italia attraverso i luoghi della sua rappresentanza internazionale.
A fare gli onori di casa è stata l’Ambasciatrice Maria Assunta Accili, Presidente del Circolo degli Esteri dal 2025, figura di spicco della diplomazia italiana e orgoglio dell’Abruzzo.
Villa Stolojan: simbolo dell’amicizia tra Italia e Romania
La residenza di Bucarest, con la sua sobria eleganza e il giardino rigoglioso, è stata al centro degli interventi degli Ambasciatori Alfredo Maria Durante Mangoni, Stefano Ronca, Anna Blefari Melazzi, Rocco Cangelosi, dell’autore Gaetano Cortese e dell’Ambasciatore Umberto Vattani, già Segretario Generale della Farnesina.
L’incontro, moderato dall’Ambasciatore Stefano Baldi, si è aperto con un videomessaggio del Senatore Giulio Terzi di Sant’Agata.
Cortese ha ringraziato il Gruppo Ferrero per il sostegno alla pubblicazione, ricordando la figura dell’Ambasciatore Francesco Paolo Fulci, già Presidente della Ferrero SpA, che sostenne a lungo la collana dedicata alle rappresentanze italiane nel mondo.
Premio Federico II International Award 2026 a Maria Assunta Accili
La serata si è conclusa con la consegna del Premio Federico II International Award 2026 all’Ambasciatrice Maria Assunta Accili, insignita per “l’eccellente servizio reso all’Italia nel mondo”.
A motivare il riconoscimento è stato il Presidente del Centro Studi Federico II, Giuseppe Di Franco, che ha sottolineato il ruolo strategico della diplomazia culturale e del soft power nel costruire ponti tra i popoli.
Accili, visibilmente commossa, ha ricordato i maestri della sua formazione diplomatica, il valore europeo della sua educazione e il legame con l’Ambasciatore Alessandro Vattani e con il professor Curti Gialdino, relatore della sua tesi di laurea. Un ringraziamento speciale è stato rivolto anche a Goffredo Palmerini, definito “grande promotore dell’italianità nel mondo”.
Chi è Maria Assunta Accili: il profilo dell’Ambasciatrice abruzzese premiata
Nata a L’Aquila nel 1955, Maria Assunta Accili è una delle figure più autorevoli della diplomazia italiana contemporanea. Laureata in Scienze Politiche alla Sapienza nel 1979, ha proseguito gli studi al Collegio d’Europa di Bruges, una delle istituzioni più prestigiose nel campo delle relazioni internazionali.
Entrata in carriera diplomatica nel 1980, ha ricoperto incarichi nelle Ambasciate d’Italia a Rabat, Pechino, Islamabad e alla Rappresentanza Permanente a Parigi. Nel 1998 è stata nominata Consigliere d’Ambasciata e dal 2003 al 2007 ha guidato la Delegazione diplomatica speciale a Taiwan.
Rientrata alla Farnesina, ha lavorato alla Cooperazione allo Sviluppo, alle Relazioni Culturali, all’Ispettorato e al Commissariato per l’Expo di Shanghai 2010. Nel 2012 è stata nominata Ambasciatrice d’Italia a Budapest, e nel 2016 ha assunto la guida della Rappresentanza Permanente d’Italia presso le Organizzazioni internazionali a Vienna, incarico ricoperto fino al 2019.
Nel 2006 il Presidente Giorgio Napolitano le ha conferito l’onorificenza di Grand’Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Primogenita di quattro figli, è figlia di Achille Accili (1921–2007), storico parlamentare abruzzese della Democrazia Cristiana e Sottosegretario ai Trasporti nel IV Governo Andreotti. I fratelli: Domenico Accili, medico e docente alla Columbia University, direttore del Centro “Russ Berrie” di New York; Giulio, ingegnere a Roma; Bernadette, avvocato in una grande società internazionale a Milano.
Una famiglia di eccellenze che ha portato il nome dell’Abruzzo nel mondo.