
PESCOCOSTANZO – A Pescocostanzo si accende il dibattito sul futuro delle aree interne con la presentazione del “Manifesto per le Aree Interne”, documento elaborato dal sindaco Pasquale Del Cimmuto e lanciato durante la prima edizione degli Stati Generali del Lavoro. L’obiettivo è chiaro: superare la frammentazione degli interventi, garantire servizi essenziali, infrastrutture adeguate e nuove opportunità di lavoro, restituendo ai giovani la possibilità di scegliere se restare nei propri territori.
L’iniziativa, promossa dal Comune insieme alla Regione Abruzzo e alla Provincia dell’Aquila, ha riunito rappresentanti del Governo, istituzioni, imprese, sindacati e innovatori. Tra i partecipanti figurano il portavoce del Ministero del Lavoro, il presidente della Provincia dell’Aquila Angelo Caruso, l’ex segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, Francesco Caio, presidente di Calo Digital Partners, oltre a Pasquale Russo (Contrasporto) e Pier Paolo De Angelis (Casartigiani). A moderare il confronto è stata Lina Lucci, curatrice dell’evento.
Il Manifesto nasce con l’intenzione di trasformare l’appuntamento di Pescocostanzo in un percorso stabile di confronto sulle condizioni economiche e sociali delle comunità montane. Del Cimmuto sottolinea come le aree interne non possano più essere considerate territori marginali: custodiscono un patrimonio naturale, sociale e culturale che può diventare laboratorio di sostenibilità e innovazione, a patto di abbandonare interventi isolati e costruire una strategia unitaria tra Comuni.
Il documento evidenzia le criticità che colpiscono i piccoli centri: spopolamento giovanile, redditi più bassi, carenza di servizi sanitari, desertificazione bancaria, divario digitale, debolezza dei servizi per l’infanzia e difficoltà organizzative delle amministrazioni, oggi chiamate anche a confrontarsi con le sfide dell’intelligenza artificiale. Una parte centrale del Manifesto riguarda l’uso dei fondi strutturali: la moltiplicazione dei bandi, secondo Del Cimmuto, non ha prodotto una visione complessiva, generando interventi scollegati e privi di impatto duraturo.
Per il sindaco, le risorse pubbliche devono essere impiegate in una programmazione di ampio respiro, capace di colmare il divario infrastrutturale, migliorare i trasporti, rafforzare la sanità territoriale, garantire connessioni digitali stabili e sostenere famiglie e imprese. Il Manifesto propone inoltre reti tra Comuni contigui e l’utilizzo delle Green Communities come strumento operativo per valorizzare il capitale naturale e sociale.
Al centro resta la questione giovanile: tra il 2019 e il 2026 18.090 giovani abruzzesi tra i 18 e i 35 anni hanno lasciato la regione. Un dato che, secondo Del Cimmuto, impone una riflessione urgente. Restare nei territori d’origine non deve essere una rinuncia, ma una scelta sostenuta da diritti, servizi e opportunità reali.
Da Pescocostanzo parte quindi un appello alle istituzioni nazionali e locali affinché le amministrazioni, anche le più piccole, vengano coinvolte direttamente nelle decisioni e nella distribuzione delle risorse. Il Manifesto, conclude Del Cimmuto, non è un punto di arrivo ma l’inizio di un percorso che mira a costruire una nuova visione delle aree interne, fondata sul lavoro, sulla partecipazione e sulla qualità della vita.