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Pescara, conferito riconoscimento ai Carabinieri per Corona Madonna dei Sette Dolori

da Redazione

PESCARA – Nella mattinata di ieri il Sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, nel corso della conferenza stampa convocata per il conferimento dell’encomio al Colonnello Galanzi, alla presenza del viceprefetto Vincenzo De Vivo, del questore Paolo Passamonti, di Padre Vincenzo Di Marcoberardino, parroco della Madonna dei Sette Dolori, e del Presidente della Commissione consiliare Sicurezza del Territorio Armando Foschi,ha detto :

un encomio solenne che simbolicamente ho consegnato oggi nelle mani del Colonnello Marcello Galanzi, Comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Pescara, e che è rivolto a tutti quegli uomini, Carabinieri, Forze dell’Ordine, che hanno contribuito e consentito il ritrovamento, due anni fa, della Corona della Madonna dei Sette Dolori, rubata nel cuore della notte del 10 novembre 2009 e ritrovata in un casolare abbandonato sul lungofiume di Montesilvano nella notte del 17 novembre 2009, sette giorni dopo.

Una settimana trascorsa in trepidazione, uniti in preghiera con la città che in quella Corona vedeva non un gioiello, ma un simbolo della fede, al quale tutti devoti ogni giorno rivolgono pensieri e speranze.

Tutti ricordiamo l’evento, quando nella notte del 10 novembre 2009  venne rubata la Corona della Madonna dei Sette Dolori che, dopo una prima sottrazione avvenuta nel 2000, veniva conservata, con alcuni ex voto, in una cassaforte posta nella stanza di un frate nel convento adiacente alla Basilica cittadina. I ladri si sono introdotti di notte nella stanza, approfittando dell’assenza dei frati stessi, impegnati nella preghiera serale, e hanno portato via la cassaforte. Le indagini sono state affidate subito ai Carabinieri che si sono messi sulle tracce dei possibili autori. In particolare i Carabinieri hanno rintracciato su un’aiuola vicino al convento una cappelliera che li ha insospettiti, cappelliera utilizzata nei bagagliai. Le indagini presso le carrozzerie hanno consentito di verificare che quella cappelliera apparteneva a una Ford Focus e un carrozziere l’ha riconosciuta come appena acquistata da una famiglia Rom di Montesilvano. Nel frattempo mentre le indagini procedevano, in città cresceva l’ansia per le sorti di quella corona che è molto più che un semplice ‘gioiello’ prezioso, ma un simbolo stesso, dunque il furto veniva letto come un’offesa alla Madonna e alla fede di migliaia di cittadini per ciò che quella corona rappresenta nell’immaginario collettivo. Io stesso pubblicai un manifesto, rivolgendo il mio appello alle coscienze di coloro che si erano resi responsabili di tale reato, chiedendo loro di restituire la corona.

Sette giorni dopo, il 17 novembre 2009, dunque esattamente due anni fa, la corona è stata ritrovata dai Carabinieri di Montesilvano, avvolta prima nella carta velina, quindi in una busta di cellophane nera, in un casolare abbandonato situato su un campo adiacente via Cavallotti, sul lungofiume di Montesilvano. E ricordo ancora oggi la telefonata con la quale, la mattina del 18 novembre, il colonnello Galanzi mi ha comunicato il ritrovamento. Il 22 novembre  con migliaia di fedeli abbiamo partecipato alla funzione religiosa presso la Basilica della Madonna dei Sette Dolori per celebrare il ritrovamento; e dopo cinque mesi i Carabinieri, che nel frattempo hanno proseguito le indagini, hanno arrestato i quattro autori del furto, tre uomini e una donna, tutti di origine Rom, ai quali sono risaliti proprio grazie alla cappelliera. In un primo blitz, all’interno della Ford Focus intestata alla donna gli uomini dell’Arma hanno trovato tracce di polvere e ruggine della cassaforte e poi le indagini hanno consentito loro di provare la colpevolezza dei quattro. Oggi abbiamo deciso di procedere con il conferimento di un riconoscimento, di un encomio solenne, e un ringraziamento ufficiale nei confronti dell’Arma dei Carabinieri per aver restituito alla città quel simbolo della fede cittadina.

Ha detto il colonnello Galanzi:

desidero esprimere un ringraziamento al sindaco di Pescara, alla giunta comunale e al Consiglio comunale, anche in rappresentanza della popolazione, per aver voluto dare all’Arma dei Carabinieri un riconoscimento per il lavoro svolto in occasione del furto. Noi ci siamo limitati a fare, con la massima determinazione, solo il nostro dovere, grazie anche al lavoro incessante garantito dalle Stazioni locali dell’Arma.

Ha ricordato Padre Vincenzo:

il ritrovamento della Corona  fu per tutti noi una grande gioia, ma lo è stato soprattutto per la cittadinanza di Pescara. Quel furto è stato un episodio di grande rilevanza sociale e religiosa e da allora la Corona è stata deposta in una Banca dove si spera che nessuno possa più derubarla. Ovviamente sentiamo assoluta riconoscenza agli uomini dell’Arma dei Carabinieri che hanno rintracciato e arrestato gli autori del misfatto, e ringraziamo l’amministrazione comunale per la presenza costante sia nei momenti di festa sia in occasione del riconoscimento assegnato all’Arma dei Carabinieri”. Subito dopo il sindaco Albore Mascia ha consegnato nelle mani del colonnello Galanzi una targa.

 

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