Lo denuncia il consigliere comunale D’Incecco sottolineando come sia possibile che, dopo aver speso tanti soldi, si verifichino ancora problemi

PESCARA – Il Vicecapogruppo di Forza Italia al Comune di Pescara ,Vincenzo D’Incecco, dopo aver ricevuto la notizia dell’allagamento del sottopasso di Fontanelle, ha sottolineato come nonostante siano stati spesi circa 235 mila euro per il rifacimento delle idrovore, il completamento degli impianti di sollevamento e per il collegamento del sottopasso al Fosso Acquatorbida, permangano problemi negli impianti realizzati.
D’Incecco chiederà la convocazione di una seduta straordinaria della Commissione Lavori pubblici alla presenza dei tecnici comunali e del direttore dei Lavori, l’ingegner Pulini, oltre che del Responsabile unico del procedimento in Comune, per capire cosa sia accaduto ieri nel sottopasso, cos’è che non ha funzionato e come sia possibile che, dopo aver speso, un mare di soldi, quel sottopasso, che pure è stato teatro di una tragedia nel 2013, costata una vita umana, si continui ad allagare.
Si chiederà anche di verificare gli atti del collaudo degli impianti realizzati, e chi ha eventualmente firmato quelle carte dovrà assumersi le proprie responsabilità.
“Tutti abbiamo ancora ben impressi nella mente le immagini del 2 dicembre 2013, quando in quel sottopasso venne ritrovato il corpo, intrappolato nella sua auto, di una madre di famiglia, una donna, una lavoratrice, finita in quel fiume di acqua e fango solo perché tentava di raggiungere i suoi genitori anziani, residenti nei pressi del sottopasso, e spaventati dall’avanzare delle acque – ha ricordato il Vicecapogruppo D’Incecco -.
Ricordiamo i momenti del recupero, le accuse che furono lanciate sull’amministrazione di centro-destra da vari esponenti del Pd, perché, a loro giudizio, l’amministrazione non era stata in grado di fermare non un nubifragio, ma l’esondazione bicentenaria del Pescara, che aveva determinato quel dramma. Ovviamente le indagini della magistratura fecero luce sulla vicenda, individuando anche le relative responsabilità in capo a chi, a suo tempo, aveva seguito le opere di realizzazione del sottopasso e la sua dotazione di impianti di sollevamento dell’acqua in caso di violente piogge, oltre che di impianti di allarme.
Nel frattempo, però, il Pd che dal 2014 ha assunto il governo della città, si è subito autonominato come ‘risolutore’ di ogni problematica,
pronto a rimediare alle presunte inefficienze del centro-destra in riferimento a quel sottopasso. Da quel momento abbiamo sentito tante volte il ritornello ‘mai più il Pd permetterà quell’allagamento’, abbiamo letto determine di affidamenti di lavori, delibere, promesse, rassicurazioni, abbiamo letto del nuovo investimento di 182mila euro circa del marzo 2016 per porre rimedio alle carenze originarie con l’installazione di due nuovi impianti di sollevamento e di idrovore, utili, secondo la relazione stilata dai tecnici, a impedire futuri allagamenti del sottopasso.
Abbiamo letto delle delibere del febbraio 2016 per realizzare il collegamento tra il sottopasso di Fontanelle e il Fosso di Acquatorbida per convogliare le acque in eccesso in caso di violenti acquazzoni, con un’ulteriore spesa di altri 48mila euro. E invece sono bastati due minuti di pioggia, all’alba di stamane, per cancellare via tutte quelle carte con un colpo di spugna – ha detto il Vicecapogruppo D’Incecco –:
stamane quel sottopasso era allagato di fango e melma esattamente come quel 2 dicembre 2013,
e davanti ai due ingressi c’erano le stesse transenne che nel dicembre 2013 non sono riuscite a fermare l’auto di una povera donna impedendone la morte. Oggi l’unica cosa che ha funzionato è stata la scritta catarifrangente di allerta con il faro giallo acceso accanto.
Ma ora ci chiediamo come tutto questo sia possibile e pretendiamo di leggere le carte e sentire i tecnici e l’assessore ai Lavori pubblici Blasioli che ha il dovere di dare spiegazioni alla città: chiederemo al Presidente Teodoro di convocare una riunione urgente della Commissione Lavori pubblici e di portare le carte e i tecnici al tavolo di confronto perché è evidente che qualcuno, oggi, deve assumersi le proprie responsabilità”.