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Pescara, Progetto di Cura Gioco d’azzardo

da Redazione

Si è svolto ieri un incontro in Comune promosso dal Soroptimist e dal Sert per  ufficializzarne l’attivazione

PESCARA – Si è svolto ieri un incontro promosso dal Soroptimist e dal Sert , presso la Sala consiliare del Comune per ufficializzare l’attivazione di un Progetto di Cura per la dipendenza dal gioco d’azzardo, sponsorizzato interamente dal club service che metterà a disposizione una psicologa specializzata nel settore.

Presenti oltre al  sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia, l’assessore alle Politiche sociali Guido Cerolini e l’assessore alla Cultura Elena Seller.

Ha sottolineato il sindaco:

Pescara si pone come città all’avanguardia con l’attuazione di un Progetto di Cura specifico per la dipendenza dal gioco d’azzardo. E lo fa con la consapevolezza di trovarsi dinanzi a un fenomeno in forte crescita in Abruzzo dove, secondo le statistiche, la spesa media pro-capite per scommesse e ‘gratta e vinci’ è pari a 136 euro al mese, una delle più alte in Italia. Un fenomeno che richiederebbe un maggior senso di responsabilità anche da parte dello Stato che incentivando la vendita di bigliettini e lotterie sembra non rendersi conto dei danni che ne possono derivare alle famiglie. La dipendenza da gioco d’azzardo in Abruzzo è purtroppo una realtà, come ci dimostrano i dati del Sert e si sta diversificando: oggi non parliamo più delle tradizionali scommesse ai cavalli, ma parliamo del fenomeno ancora più esteso dei videopoker, la possibilità di giocare ormai anche comodamente da casa attraverso internet o ancora quei ‘gratta e vinci’ tanto allettanti che frotte di anziani o ragazzini acquistano investendoci piccoli capitali, spesso le proprie minime pensioni. In tale ottica acquista un’ulteriore rilevanza l’iniziativa promossa dal Sert e dal Soroptimist che hanno saputo cogliere un’emergenza sociale che serpeggia nel territorio.

La nostra amministrazione comunale, con l’assessore alle Politiche sociali Cerolini garantisce fin d’ora la propria disponibilità a supportare e contribuire alle iniziative che attraverso il Progetto di Cura si vorranno attuare con interventi mirati. Certo è che le Istituzioni, a partire dallo Stato, devono prendere coscienza e consapevolezza della problematica: è evidente che il gioco d’azzardo cresce nei periodo di crisi, con cittadini che spesso pensano che una vincita al gioco possa risolvere tutti i problemi economici, la speranza che il gratta e vinci possa cambiare la loro stessa vita, ma è un’illusione spesso sostenuta dallo Stato che incrementando le possibilità di gioco offerte agli utenti ha solo trovato una maniera comoda per degli autentici prelievi fiscali. Peraltro  preoccupa che tale fenomeno emergenziale non riguardi una sola specifica classe sociale, ma è ormai una dipendenza che tocca i ceti sociali più disparati, con numeri sorprendenti in senso negativo. Il progetto del Soroptimist durerà un anno in via sperimentale, ma il mio augurio è che si riesca a portarlo avanti, a implementarlo e tra un anno ci ritroveremo di nuovo insieme per tracciare un bilancio e renderci conto del lavoro svolto e da svolgere in termini di prevenzione e repressione.

 

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