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Pescara, liquami in mare: adesso l’inchiesta

da Donatella Di Biase

conduttura via RaialeUomini della Capitaneria di Porto e del Corpo Forestale dello Stato hanno acquisito  la documentazione riguardante le comunicazioni fra il Comune, l’Arta, l’Aca e la Regione

PESCARA  – Mentre si susseguono le riunioni delle Commissioni sul caso della balneabilità a Pescara, ieri quella della Commissione comunale Controllo e Garanzia, oggi della Commissione Vigilanza della Regione Abruzzo, questa mattina uomini della Capitaneria di Porto e del Corpo Forestale dello Stato hanno acquisito  la documentazione riguardante le comunicazioni che ci sono state fra il Comune, l’Arta, l’Aca e la Regione dopo gli sversamenti in mare delle condotte fognarie di Pescara. Ricordiamo che un  esposto alla magistratura era stato presentato da Armando Foschi di Fratelli D’Italia. La vicenda  è iniziata il  6 aprile scorso con il cedimento della condotta fognaria  e il ripristino della vecchia e inadeguata  linea   e sinceramente ha assunto sempre più i contorni di un giallo tra denunce incalzanti delle opposizioni  e le smentite, le rassicurazioni della maggioranza comunale. Ora si spera che a partire dal  sequestro dei documenti  sia accertata la verità e  al cittadino  pescarese venga  finalmente detto se può o non può tuffarsi senza timori nelle acque del suo mare. Certamente quella che è stata molto carente in tutta questa storia è stata la comunicazione tra Comune e cittadini. La  mancata informazione sul mare inquinato, confermata dalle parole del sindaco Alessandrini che, in Commissione Ambiente ha ammesso “di non aver divulgato l’ordinanza di divieto di balneazione per una valutazione costi/benefici sul turismo”, non depone certo a favore di chi amministra attualmente  Pescara. Il dubbio di essere stati presi in giro si è insinuato nei cittadini e a poco sono valse le difese dei vari componenti della Giunta Alessandrini. Potranno essere anche rientrati nella norma i valori relativi alla balneabilità, ma nei giorni in cui sono stati sversati in mare liquami e disinfettante il cittadino doveva conoscere a cosa andava incontro facendo il bagno per il sacrosanto  diritto alla salute.