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Cocciniglia tartaruga dei pini, proposta di legge da 1 milione per l’Abruzzo

Proposta di legge da un milione di euro per contrastare la cocciniglia tartaruga dei pini e sostenere Comuni, SIC e riserve naturali

da Marina Denegri

Comferenza stampa Pini Abruzzo

PINETO  -Un fondo da un milione di euro in due annualità per sostenere Comuni, enti gestori delle riserve naturali e Siti di Interesse Comunitario (SIC) nella lotta alla cocciniglia tartaruga dei pini. È il contenuto della proposta di legge presentata dal Patto per l’Abruzzo e illustrata dai consiglieri regionali di opposizione, con primi firmatari Dino Pepe e Antonio Blasioli.

L’obiettivo del provvedimento è fronteggiare quella che viene definita una vera e propria emergenza ambientale per il territorio regionale, causata dalla diffusione del parassita che attacca il Pinus pinea, compromettendone la sopravvivenza e aumentando il rischio di cedimenti soprattutto nelle aree urbane.

Secondo i promotori, il fenomeno interessa già 18 Comuni abruzzesi. Solo a Pineto sarebbero circa 3.200 i pini da monitorare e curare, mentre a Pescara si contano oltre 3.500 pini marittimi esclusi quelli presenti nella riserva naturale.

«La Regione non può assistere inerme a questa emergenza ecologica, paesaggistica ed economica», spiegano Pepe e Blasioli, sottolineando la necessità di garantire agli enti locali strumenti e risorse adeguate per affrontare il problema.

La proposta prevede l’istituzione di un fondo complessivo di 1 milione di euro, suddiviso in 200 mila euro per il 2026 e 800 mila euro per il 2027. Le risorse saranno destinate al cofinanziamento degli interventi realizzati da Comuni, riserve naturali e SIC attraverso quattro linee d’azione principali.

Tra gli interventi finanziabili figurano i trattamenti endoterapici annuali sulle alberature pubbliche con prodotti autorizzati, il lavaggio delle chiome per eliminare la fumaggine e favorire la ripresa della fotosintesi, le potature invernali di pulizia con il divieto di capitozzature e interventi drastici, oltre alle attività di monitoraggio fitosanitario in collaborazione con il Servizio fitosanitario regionale.

I consiglieri evidenziano inoltre la necessità di rafforzare l’Ufficio fitosanitario regionale che, con appena cinque unità di personale, fatica a garantire un controllo capillare del territorio e un adeguato supporto tecnico agli enti locali.

La cocciniglia tartaruga provoca infatti il rapido deperimento delle chiome, la perdita degli aghi e la formazione di una fitta fumaggine che ostacola la fotosintesi, compromettendo progressivamente la salute delle piante fino a determinarne la morte.

«Difendere il patrimonio arboreo dell’Abruzzo significa difendere un bene collettivo e preservare biodiversità, paesaggio e sicurezza urbana», concludono i promotori della proposta, che chiedono alla Regione di attivare strumenti strutturali per contrastare l’emergenza e tutelare il verde pubblico.