Il bando, infatti, scaduto ieri per i residenti in Italia, rimane aperto fino all’11 marzo per i lavoratori emigrati in area Europea e fino al 10 aprile per quelli residenti in Paesi extra Europei.
Per partecipare all’avviso era necessario essere cittadini italiani o di uno Stato dell’Unione Europea, o ancora i cittadini extracomunitari solo se muniti di carta o permesso di soggiorno e iscritti alle liste di collocamento, o esercitanti una regolare attività di lavoro subordinato o autonomo. Altro requisito necessario, la residenza anagrafica o attività lavorativa nel Comune. I richiedenti non devono essere titolari di diritti di proprietà, uso e abitazione su un alloggio adeguato alle esigenze del nucleo familiare, ossia non inferiore ai 45 mq per un nucleo composto da massimo 2 persone, non inferiore a 60 mq per un nucleo familiare composto da 3-4 persone, 75 mq per i nuclei di 5 familiari, e in meno di 90 mq per quelli di sei o più persone.
«Le richieste sono numerose – conclude De Martinis – mentre il patrimonio a nostra disposizione è obsoleto e non sufficiente a rispondere alla domanda esistente. Auspico quindi che l’Ater e la Regione mettano in atto tutte le iniziative volte al riammodernamento degli alloggi e alla realizzazione di nuove case da rendere fruibili per quanti ne necessitano».
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