L’Aquila: la doppia faccia di un’unica medaglia

A distanza di quattro mesi dal drammatico sisma che ha colpito la città de L’Aquila le polemiche non cessano. Ardenti contestazioni si sono riaccese soprattutto con l’ordinanza della Protezione civile che ha imposto da fine luglio l’interruzione all’assistenza gratuita per coloro che hanno le abitazioni in categoria A, ossia quelle agibili .

Infatti non tutti gli sfollati aquilani che soggiornavano sulla costa hanno preso di buon grado questa notizia in quanto le continue scosse che si avvertono ancora rievocano il terrore e il dolore della notte del 6 aprile; altri si lamentano che hanno sì la casa agibile ma senza aver riottenuto ancora l’allaccio di tutti i servizi come il gas che in alcune zone manca ancora.

Perciò Lorenzo Alessandrini della Protezione civile, responsabile dello «Sfollamento» ha precisato che:

Nessuno sarà mandato via con la forza,ma chi ha la casa agibile dovrà pagarsi l’albergo a proprie spese.

Tuttavia il rammarico più forte è di tutti quei cittadini aquilani che da anni hanno vissuto nel capoluogo e ora non vedono riconosciuto il diritto ad avere una sistemazione in quanto non residenti nella città,a tale proposito segue una testimonianza di un uomo che chiameremo con il nome fittizio di Mario Rossi perché vuole rimanere nell’anonimato.

– Salve sign. Mario Rossi da quanti anni vive a L’Aquila?

R – Ormai sono 14 anni che sto in questa città

– C’era anche la notte del 6 aprile?

R – Si sfortunatamente e fortunatamente ne sono uscito vivo! Scusate il gioco di parole ma l’emozione a ripensare a quel momento è ancora vivo in me. Mi ritengo fortunato perché ho riportato solo delle ferite.

– Se la sente di raccontarci le sensazioni che prova oggi a distanza di 4 mesi dalla tragedia?

R – Purtroppo il dolore, la paura e la rabbia sono tutti sentimenti che ho provato subito e che ancora mi porto dentro. Poi in questi giorni ho ricevuto un’altra pugnalata con l’assegnazione delle case che ritengo enormemente ingiuste.

– In che senso? Vuole spiegarsi meglio.

R – Certo io appartengo a quel gran numero di persone non aquilane native ma che sono venute qui da ragazzi per studiare e poi ci sono rimasti a lavorare e che non vengono considerati aquilani ma ancora ‘stranieri’ e quindi non aventi diritto all’assegnazione delle casette antisismiche secondo alcuni consiglieri. Infatti i consiglieri Imprudente e Ruggeri con l’iniziativa “L’Aquila agli Aquilani”, organizzata con l’intento di rievocare la precedenza dell’assegnazione casette agli aquilani doc spiegano che i moduli abitativi vanno assegnati prioritariamente agli Aquilani che nel capoluogo sono nati, vissuti o che hanno residenza da almeno 15 anni ; ossia tutti quei cittadini che hanno contribuito alle spesa pubblica pagando le tasse sistematicamente facendo girare l’economia delle attività produttive. Invece chi è arrivato da pochi anni, non ha offerto un analogo contributo perciò non possono pretendere gli stessi diritti in questa emergenza.

– Cosa le urta in particolare di questa iniziativa?

R – Questo motto ’ L’Aquila agli aquilani ‘ mi fa venire la pelle d’oca perché mi fa pensare che circolano ancora opinioni ristrette e arcaiche:questo motto l’ho sentivo già da studente e l’ho sempre sopportato passivamente ma in questa situazione straordinaria non ce la faccio più! Penso che anche io ho contribuito all’economia aquilana comprando casa che ora si è frantumata con il sisma e precedentemente pagando regolarmente affitti a case per gli studenti non proprio equipaggiate di tutti servizi necessari, oltre a fare la spesa in negozi aquilani. Eppure mai nessuno finora mi aveva fatto notare che non ero un aquilano doc e perciò non andava bene che spendevo nella loro città,me lo stanno rinfacciando solo ora che non devo pagare ma chiedo un diritto!ciò che mi inorridisce di più di tutta questa brutta questione il pensiero che alcuni vogliono creare terremotati di classe A e classe B! come se la disgrazia che ci è toccata di sopportare fosse diversa a seconda dei livelli. Fiero di essere un aquilano acquisito spero che qualcuno si risvegli da questo assurdo campanilismo mettendo fine per sempre alle differenze cittadine che si sono avvertite finora,avendo anche un minimo di riconoscenza verso tutte quelle persone,come me,che, pur non essendo nate all’Aquila, hanno contribuito all’economia affittando o comprando case,addirittura alcune di queste persone vi si sono anche morte dentro!

L’Aquila: la doppia faccia di un’unica medaglia ultima modifica: 2009-08-10T13:25:29+00:00 da Annarita Ferri