“Irregolare”: primo romanzo di fantascienza di Vincenzo Bosica (intervista)

Il giovane autore pescarese alla ricerca del misterioso e avverso alla consuetudine si cimenta in un nuovo giallo

PESCARA- Irregolare è il primo romanzo cyberpunk di Vincenzo Bosica, giovane  autore la cui creatività ricca e sfaccettata lo spinge spesso ad approfondire aspetti dell’esistenza tutt’altro che banali.

Dopo il suo primo racconto Capsule del 2009, un saggio sulla scienza moderna rivista con ironia e uno stile personalissimo che gli  ha fatto ottenere grandi consensi di pubblico e di critica, Bosica  stavolta si cimenta in un romanzo ambientato in un futuro non troppo distante e non troppo inverosimile.

Grafico pubblicitario per professione, con un bagaglio di studi scientifici e filosofici, il giovane autore pescarese è attratto da quanto è  eccentrico e indecifrabile;dagli sviluppi spesso straordinari a cui potranno condurre le scoperte scientifiche; dalla direzione che prenderà il futuro; da quanto e come l’uomo sarà capace di adattarvisi; su tali basi viene alla luce il suo ultimo capolavoro: una fantascienza noir distopica, dalla forte personalità, che lascia poco spazio ai sentimenti comprensivi e benevoli e arriva a imbrigliare il lettore in una morsa adrenalinica con la sua velocità di narrazione.

L’opera infatti si legge tutto d’un fiato nonostante la costante presenza fantascientifica e tecnologica ,riproponendo le leggendarie ambientazioni alla Blade Runner in un thriller poliziesco futuristico. I risvolti tecnologici sono estremamente dettagliati, mentre i protagonisti sono complessi e imperfetti, contaminati da difetti e con i nervi a fior di pelle.

La trama si svolge  attraverso una torbida e pericolosa investigazione su un efferato omicidio, che finisce per intrecciare eventi e personaggi a un ritmo vertiginoso, in un mondo corroso dalla violenza e inquinato oltre limite, nel quale la vita media ha superato il secolo grazie agli impianti cibernetici sostitutivi e potenzianti. E’ la narrazione difatti, del detective Shaun Morrison che  indaga sul caso con tutti i mezzi tecnologici a disposizione fino a trovarsi davanti a qualcuno che va oltre la Legge, oltre la normalità, oltre le regole: un irregolare.

Nonostante le sue particolarità il componimento  è alla portata di tutti, non  solamente per gli appassionati del genere, che regala sfolgoranti intermezzi d’azione, un intreccio degno dei migliori gialli e soprattutto, riesce a dare una ventata di freschezza alla narrativa fantascientifica italiana

Per  conoscere meglio il giovane autore abruzzese che si definisce appartenente ad

un gruppo di persone che stanno sopra le righe, che varcano continuamente la barriera che comunemente viene considerata e definita normalità, continuamente il lotta con tutto ciò che è abitudinario e banale

gli abbiamo rivolto delle semplici domande a cui gentilmente ha risposto:

Vincenzo Bosica, originario di Montesilvano, come e quanto la sua realtà abruzzese pensi l’abbia influenzata nella sua arte compositiva?

R – Difficile discernere quali e quanti particolari possano aver influenzato la mia capacità letteraria. Ogni elemento, ogni luogo, ogni persona che ha attraversato la mia esistenza ha lasciato un’eco dentro di me, non necessariamente piacevole, che ha contribuito a costruire ciò che sono.  Da qui nasce la mia costante ricerca di stimoli sempre nuovi, per avere una permanente evoluzione, nella mia vita, così come nelle mie composizioni.

Da grafico pubblicitario e scrittore, due forme artistiche affascinanti: in quali delle due la sua anima pensi riesca meglio ad esprimersi?

R – Grafico lo sono da molti anni, scrittore da poco, pertanto le due espressioni artistiche non possono avere un metro di giudizio equanime. Tuttavia, posso senza dubbio affermare che entrambe le strade vengono percorse con passione assoluta e costante ricerca di innovazione e originalità.  Queste caratteristiche rendono i miei progetti unici, a volte imperscrutabili.

Sicuramente un autore che non si vuole allineare ai comuni generi:ma la narrativa fantascientifica riesce ad avere l’adeguato spazio  nella letteratura italiana? Il panorama estero lo vede meglio?

R – Partiamo dalla spiacevole premessa che in Italia si legge poco e male.  Detto questo, possiamo affermare che nella letteratura italiana l’opera di fantascienza ha uno spazio tristemente angusto, che però tende a incrementare in concomitanza con eventi cinematografici di grande produzione, così come per tutti i generi irreali. Oggi basta affacciarsi in libreria e vedere interi scaffali dedicati ai vampiri, a seguito del fenomeno Meyer. Oppure possiamo ricordare la grande proliferazione di letteratura Fantasy seguita all’uscita cinematografica del capolavoro di Tolkien. Tutto questo accade anche all’estero, ma anche in assenza di questi eventi cinematografici, generalmente la narrativa fantascientifica è ben apprezzata e acquistata.

Focalizzandoci sulla sua recente opera: nella stesura ha riportato  le ambientazioni  alla Blade Runner ,come mai ? e ha altri punti di riferimento che vorrebbe esplicitare in successive narrazioni?

R – Blade Runner è un capolavoro del cinema di fantascienza, ma non dimentichiamo che anch’esso è una trasposizione di un celebre romanzo di un autore di fantascienza, Philip K. Dick, lo stesso autore da cui sono state tratte anche altre grandi pellicole, come Minority Report, Scanner Darkly, Atto di Forza.  Nel mio romanzo IRREGOLARE, tali ambientazioni sono state raccolte e trasfigurate appositamente. Non esito ad ammettere che c’è sempre da imparare dinnanzi ai grandi autori che con il loro lavoro hanno precorso i tempi. Il mio uso di  elementi di altri scrittori non è che un omaggio al loro nome. Di sicuro anche nelle mie successive narrazioni si troveranno particolari dedicati ai grandi della fantascienza, ma sempre rivisitati e trasformati.

Sempre restando legati al tema della sua ultima opera:la sua personale ‘lotta’contro la banalità e la consuetudine pensa che l’abbia aiutata oppure a volte l’abbia ostacolata nelle sue realizzazioni?

R – Il non volersi conformare e assoggettare ad un sistema di pensiero massificato rende ogni cosa più difficile. Mi permetto di citare un aforisma di John Stuart Mill:L’originalità è l’unica cosa di cui coloro che originali non sono non possono comprendere l’utilità. Non vedono a che cosa gli serva: e come potrebbero? Se lo potessero, non si tratterebbe più di originalità. Per questo, così come si diffida di ogni cosa che non si riesce pienamente a comprendere, si tende ad ostacolare chi fa dell’originalità la sua strada di vita.

Per il futuro ha già altri progetti in programma,cosa dobbiamo aspettarci?

R – I progetti non finiscono mai: la loro assenza significherebbe smettere di essere ciò che sono. Posso rassicurare i miei lettori che IRREGOLARE avrà un seguito, che si intitolerà IRRAZIONALE, un romanzo che tratterà più a fondo alcuni temi che nella prima opera sono stati trattati brevemente.  Al tempo stesso posso anche dire che sarà un’opera completamente diversa dalla prima, anche nello stile di scrittura: predicando l’originalità, non potevo che fare qualcosa di molto diverso!

“Irregolare”: primo romanzo di fantascienza di Vincenzo Bosica (intervista) ultima modifica: 2010-08-10T14:01:28+00:00 da Annarita Ferri