PESCARA – E’ stata ricevuta dal sindaco, giunta e consiglieri comunali, in presenza di rappresentanti di associazioni e operatori culturali Rita El Khayat, intellettuale conosciuta in tutto il mondo grazie al suo instancabile impegno per i diritti umani e delle donne, per ben due volte candidata al premio Nobel per la Pace, nonché da quasi 10 anni cittadina onoraria di Pescara e da 8 anni cittadina onoraria italiana. La psichiatra, giornalista, antropologa e scrittrice, voce autorevole nel mondo arabo, ha portato in Sala Giunta, una eccezionale testimonianza su diritti, cultura, cinema e democrazia, raccontando del suo rapporto con l’Abruzzo e con Pescara. Rita El Khayat è stata anche co-fondatrice della Fondazione del Festival Internazionale del Film di Marrakech e sarà a Pescara come ospite della prima edizione dell’International Film Festival organizzato dall’associazione Polbert che da oggi al 1° agosto si svolgerà presso l’Aurum.
“Abbiamo la fortuna di avere fra noi un’intellettuale conosciuta in tutto il mondo perché si occupa delle soggettività debole – così il sindaco Marco Alessandrini – candidatura al Nobel per la pace e da quasi dieci anni cittadina del Comune di Pescara. Un’esperienza intensa e rilevante, perché fare tutto quello che Rita ha fatto nel Maghreb oggi può sembrare “facile”, ma quando la sua voce ha iniziato a farsi sentire di certo è stato laborioso farle largo e imporla. Nel darle la parola sottolineo il piacere che Pescara mostri ancora una volta il suo volto assai vivace accogliendo una persona di tale cultura ed esperienza umana e civile”.
Oggi il secondo cinema mondiale si chiama Nollywood, è quello che arriva dalla Nigeria e che è parte del Festival che si apre a Pescara, ma è un cinema da affermare e da tutelare da fenomeni come la contraffazione. Il cinema marocchino è il più attivo di tutta l’Africa bianca con una media di 20 film all’anno, ma oggi è molto minacciato dal governo islamista marocchino che esige di un cinema pulito, di parte e per un Paese che ha impiegato 50 anni a togliere la censura è una situazione delicatissima”.
I Paesi arabi sono distrutti culturalmente, oggi il problema è annullare l’Isis e cancellare il messaggio arcaico che portano gli integralisti, solo così la cultura potrà tornare in questi paesi e riportare la sua bellezza, com’è accaduto in altri luoghi, come l’Algeria dove grazie al cinema in passato è rinata anche la cultura di cui non possiamo fare a meno”.
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