
POPOLI TERME – L’incendio che da circa dieci giorni sta devastando il Monte Morrone, tra le province dell’Aquila e Pescara, continua a bruciare senza sosta, riducendo in cenere oltre 230 ettari di vegetazione e mettendo sotto pressione un’area montana già segnata dal grande rogo del 2017.
Fronte del fuoco e territori coinvolti
Le zone più colpite sono i territori comunali di Roccacasale, Corfinio e Popoli Terme, dove la situazione resta complessa a causa delle alte temperature e del vento instabile. Nella serata di ieri è stata valutata l’evacuazione preventiva di alcune abitazioni a Roccacasale: un’ipotesi poi rientrata grazie al presidio notturno e a una leggera pioggia mattutina che ha rallentato l’avanzata delle fiamme.
Operazioni di spegnimento: Protezione Civile, VV,FF ed Esercito in campo
Il contrasto al rogo vede impegnato un massiccio dispositivo coordinato dalla Protezione Civile e dai Vigili del Fuoco, con il supporto di reparti dell’Esercito Italiano, chiamati a operare via terra con mezzi pesanti per aprire varchi e linee tagliafuoco.
Sul fronte aereo sono attivi Canadair e elicotteri regionali, nonostante i rallentamenti causati nei giorni scorsi da guasti tecnici ai velivoli statali. Un Canadair in avaria è stato sostituito da un mezzo decollato da Napoli per garantire continuità ai lanci d’acqua.
Emergenza idrica: ordinanze e restrizioni per garantire i rifornimenti
Per assicurare un approvvigionamento costante di acqua ai mezzi antincendio, il Consorzio di Bonifica Aterno–Sagittario ha lanciato un appello urgente ai sindaci della Valle Peligna. I Comuni interessati – tra cui Roccacasale e Pratola Peligna, che ha attivato il Centro Operativo Comunale – hanno emanato ordinanze che vietano il prelievo idrico per uso irriguo.
Il blocco temporaneo serve a mantenere piene le vasche di rifornimento utilizzate dagli elicotteri impegnati nelle operazioni di spegnimento, una misura ritenuta indispensabile per sostenere il lavoro delle squadre a terra e in volo.