
Partecipazione del Sindaco all’inaugurazione del monumento per i caduti che si è svolta questa mattina, domenica 11 ottobre, a Teramo
TERAMO – Il Sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, assieme al Presidente nazionale dell’Ana Sebastiano Favero e al capogruppo di Teramo della stessa associazione Tonino Di Carlo, ha presenziato questa mattina – con la partecipazione di molti altri sindaci della provincia e di altre autorità – all’inaugurazione del monumento per i caduti della battaglia di Selenyj Jar, in Russia, in cui durante l’ultima guerra persero la vita moltissimi alpini, soprattutto abruzzesi.
“Una pagina tristissima della nostra storia, la cosiddetta “battaglia di Natale” o “del quadrivio insanguinato”, che sul fronte del Don a cavallo tra il dicembre 1942 e il gennaio 1943 vide il battaglione L’Aquila sacrificarsi per coprire la ritirata del Corpo d’armata, con la caduta, in particolare, di 123 teramani, i cui nomi sono ora scolpiti sul monumento stesso.
Inaugurato in occasione delle celebrazioni che si svolgono per i novant’anni del gruppo alpini di Teramo, il monumento assume un rilievo particolare anche perché è il primo che viene realizzato in Italia.

Il Sindaco D’Alberto, nel suo saluto, ha ricordato i valori che uniscono la nostra città al corpo degli Alpini sottolineando così, come già fatto ieri in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria agli Alpini, tutte le virtù che uniscono Teramo al Corpo dei soldati con la penna nera.
Nell’occasione, il Sindaco ha sottolineato il valore del sacrificio cui furono chiamati tanti ‘nostri’ giovani, se non giovanissimi, i quali manifestarono in quella drammatica situazione un eroismo che, oltre al senso specifico di tale condizione – coraggio, altruismo, sprezzo del pericolo, dedizione incondizionata – assumeva significati che erano ancorati alla volontà di difendere il proprio territorio e la propria gente.

Una caratteristica che continua ad essere ancora viva, nelle forme che l’attualità rende evidenti. Così ancora ai giorni nostri, gli Alpini continuano ad assicurare la loro presenza competente, umanissima, preziosa e insostituibile, nelle drammatiche situazioni di difficoltà in cui il territorio si è trovato e si trova, non ultima proprio quella del Covid-19. Sono ancora con noi, con le caratteristiche che li rendono così vicini alla gente. Proprio per questo, il Sindaco D’Alberto ha sottolineato come il monumento acquisisca un significato di straordinaria attualità, pur evocando un episodio del passato. Il fatto poi, ha aggiunto il Sindaco di Teramo, che si tratti della prima espressione di riconoscimento del genere in tutta Italia, sta a testimoniare della profonda vicinanza, dell’affetto reciproco e della sensibilità che unisce la nostra popolazione agli Alpini, con un valore di attualità assolutamente vitale” si legge nella nota.
CITTADINANZA ONORARIA AL CORPO DEGLI ALPINI
“Il conferimento all’Associazione Nazionale Alpini della Cittadinanza Onoraria, è l’esito naturale del legame tra la nostra terra, le nostre generazioni e ciò che gli Alpini sono stati e sono. Un legame lungo, consolidato, intenso. Li abbiamo conosciuti quando il loro era il Corpo nel quale confluivano tanti dei nostri progenitori; li abbiamo visti all’opera nell’epoca in cui a Teramo c’era la caserma militare; li abbiamo apprezzati per le loro caratteristiche di coraggio, fratellanza e dedizione. E poi l’incondizionato spirito di servizio e la disponibilità con cui hanno risposto quando sono stati chiamati, soprattutto negli ultimi anni, a rendersi partecipi delle attività di assistenza, guida, cura, nei momenti successivi alle calamità che hanno colpito il nostro territorio, ancora fino ad oggi.
Per tutto questo, il Comune di Teramo concede agli Alpini la cittadinanza onoraria, per mezzo della quale intendiamo ringraziarli e celebrare una presenza così preziosa. Sappiamo che gli Alpini continueranno ad essere ciò che sono sempre stati, a rappresentare i valori e le peculiarità che li hanno sempre caratterizzati, a conservare quello spirito così unico e inconfondibile che li rende tanto vicini e cari. E da oggi, perciò, sono nostri concittadini, di cui ammiriamo il valore e a cui continuiamo a tendere la mano”.
IL SALUTO DEL SINDACO AGLI ALPINI
“Quanto è lungo, consolidato, intenso, il rapporto tra Teramo e gli Alpini! Lungo perché quasi un secolo è la misura che dà il segno di una presenza vitale e partecipe; consolidato perché ancora oggi esso è nell’anima della città; intenso, grazie a tutte le forme che questo straordinario Corpo militare ha saputo mettere in campo per coinvolgersi con il territorio.
Gli Alpini. Li abbiamo conosciuti quando quello era il Corpo nel quale confluivano tanti dei nostri progenitori; li abbiamo visti all’opera quando a Teramo c’era la caserma nella quale si svolgeva il servizio di leva, vanto e risorsa della città; li abbiamo apprezzati per il loro spirito guascone e le loro caratteristiche di coraggio, fratellanza e dedizione. Mai hanno mutato sensibilità e modo d’essere.
Ne è bellissima prova lo spirito di servizio e la disponibilità incondizionata con cui hanno risposto quando sono stati chiamati, soprattutto negli ultimi anni, a rendersi partecipi delle attività di assistenza, guida, cura nei momenti successivi alle calamità da cui il nostro territorio è stato afflitto; sponda sicura e rassicurante, innanzitutto nelle scuole dove si è richiesta la loro presenza.
Già, gli Alpini; con quella penna nera che è un simbolo unico e quello stile che li fa sembrare paciosi e bonari a fronte di una forza, di una determinazione, di un rigore mai vinti e mai domi. Per tutto questo, abbiamo voluto riconoscere il valore della loro presenza, concedendo loro, quale sede e punto di riferimento, la ex casa cantoniera prospiciente il boschetto di viale Cavour, edificio poi trasformato in una sorta di baita dagli stessi Alpini, fedeli a modi e stile inconfondibili. E lo abbiamo riconosciuto con la concessione della cittadinanza onoraria della nostra città.
Auguriamo loro di continuare ad essere ciò che sono sempre stati, a rappresentare i valori e le peculiarità che li hanno sempre caratterizzati, a conservare quello spirito così unico e inconfondibile che li rende tanto vicini e cari. E cogliamo l’occasione per ringraziarli, tutti noi teramani, per ciò che sono, rappresentano e fanno. Ieri come oggi”.