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Inaugurata la sala Rifredo Rocchi

da Davide Luciani

Sabato 21 maggio, la tribuna vip è stata dedicata al celebre giornalista abruzzese. Un giusto riconoscimento ad un uomo che rimane un esempio per molte generazioni di futuri giornalisti.

PESCARA – “A partire da oggi la Tribuna Vip dello Stadio Cornacchia porterà il nome dell’amico Rifredo Rocchi consentendoci di continuare anche a tramandare alle future generazioni di cronisti e tifosi quel simbolo di un giornalismo autentico, sincero, sempre cordiale, mai sopra le righe, capace di raccontare anche la sconfitta più pesante con una vena di costante ottimismo, consapevole che lo sport, così come la vita, è fatto di sconfitte e vittorie”.

Il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, con queste parole ha voluto rendere omaggio alla memoria di una delle colonne del giornalismo abruzzese, cui è stata intitolata, sabato 21 maggio, la sala vip dello stadio Adriatico. All’evento erano presenti, oltre al primo cittadino di Pescara, il Presidente del Gruppo Abruzzese Giornalisti Sportivi, Sergio Di Sciascio, l’amministratore delegato del Pescara Calcio, Daniele Sebastiani, il presidente della società abruzzese, Peppe De Cecco, oltre a numerosi giornalisti che avevano avuto l’onore di lavorare con Rifredo Rocchi.

I veri protagonisti dell’inaugurazione erano però altri: i famigliari di Rifredo. C’erano tutti alla cerimonia: il figlio Enrico, anche lui cronista sportivo, la figlia Tiziana, i nipoti e tutti gli altri parenti. Tutti erano lì a rendere omaggio ad un giornalista che ha portato in alto i colori abruzzesi, ma soprattutto ad un padre, ad un nonno, di cui non si può non essere orgogliosi.

Enrico Rocchi, che, come sottolineato da Mascia, fece la sua prima radiocronaca a 16 anni, spinto dall’esempio paterno, ringraziando i presenti, ha sottolineato che “forse papà avrà oggi due soli rimpianti: non aver visto l’attuale società del Pescara e il grande lavoro compiuto sino a oggi, e non aver fatto la conoscenza del  sindaco Luigi Albore Mascia”.

Certamente a Rifredo Rocchi, scomparso il 28 luglio 2005, avrà fatto piacere vedere le espressioni di commozione che campeggiavano sui visi delle nipoti e degli amici, mentre guardavano orgogliosi la targa che campeggia davanti alla tribuna vip: quelle espressioni, dicevano più di mille parole.  Parlavano di un uomo, che è stato anzitutto un maestro di vita e poi un maestro di giornalismo, parlavano di un padre, di un nonno, sempre presente e disponibile a dispensare consigli, insomma di Rifredo Rocchi. Il suo nome, targa o non targa, sarà ricordato certamente dalle generazioni future, perchè i maestri, come era lui, non si dimenticano: si seguono.

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