
L’AQUILA – Con l’approvazione dell’emendamento presentato dal deputato Guerino Testa (nella foto) al Decreto Infrastrutture, si compie un passo decisivo per il futuro del Traforo del Gran Sasso. Dopo anni di incertezze e sovrapposizioni istituzionali, le competenze per la messa in sicurezza dell’infrastruttura vengono finalmente accentrate in un’unica figura commissariale: quella già operativa per la tutela del sistema idrico del Gran Sasso.
Fino a oggi, la gestione era divisa tra due commissari distinti: uno per la sicurezza delle autostrade A24 e A25, l’altro per la protezione dell’acquifero sotterraneo. Una duplicazione che ha generato ritardi, inefficienze e confusione. L’emendamento Testa mette ordine, affidando a un solo soggetto – con ogni probabilità Pierluigi Caputi – la responsabilità di coordinare tutti gli interventi, sia strutturali che ambientali.
Il Ministero delle Infrastrutture provvederà a individuare e trasferire le risorse già disponibili, garantendo così continuità operativa senza nuovi oneri per lo Stato. Si tratta di oltre 210 milioni di euro destinati a un’opera che non è solo strategica per la viabilità tra Abruzzo e Lazio, ma anche estremamente delicata dal punto di vista ambientale, poiché attraversa uno dei bacini idrici più importanti d’Europa.
Come hanno sottolineato i senatori abruzzesi di Fratelli d’Italia, Guido Liris ed Etelwardo Sigismondi, questa decisione rappresenta una risposta concreta a un’esigenza sentita da anni dalla comunità abruzzese. Una regia unitaria significa maggiore efficienza, tempi più rapidi e una visione chiara per il futuro del traforo. Ma significa anche voltare pagina rispetto a una gestione passata che, a loro dire, aveva complicato inutilmente il quadro operativo.