Il Piano d’Area è morto, non esiste più, grazie a questa amministrazione non ha più le condizioni per essere attuato. E’ assolutamente necessario che gli operatori turistici, gli innamorati frequentatori della montagna, sciatori e non, i sani ambientalisti che vorrebbero un sobrio equilibrio tra ambiente e sviluppo conoscano le responsabilità politiche di scelte che pregiudicheranno il futuro di tutto un territorio.
Non è più possibile consentire al centrosinistra di vivere nell’equivoco e nella bugia: i consiglieri di maggioranza, Partito Democratico in testa, hanno contraddetto se stessi, hanno scelto di abbandonare ogni possibilità di sviluppo (anche infrastrutturale) del Gran Sasso per rimanere attaccati alla poltrona in Comune. Hanno scelto di prostrarsi alle condizioni poste dagli ambientalisti patologici che ritengono che la conservazione e la tutela dell’Ambiente preveda automaticamente l’esclusione dell’Uomo.
I cittadini aquilani sanno chi è sempre stato dalla stessa parte, chi non cambia idea per convenienza politica: io confido con forza nella onestà intellettuale dei tanti perché condannino con forza l’atteggiamento indecoroso e vigliacco di chi, pur di rimanere inchiodato alla poltrona, condanna L’Aquila e il suo territorio alla morte.”
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