I militari hanno accertato che l’attività veniva svolta senza iscrizione nei registri previsti dalla normativa e in assenza delle autorizzazioni necessarie. All’interno dell’area sono stati trovati rifiuti pericolosi e non pericolosi stoccati in modo illecito: 50 litri di olio esausto, 60 contenitori di olio motore, 14 batterie al piombo, 8 filtri olio e numerose parti meccaniche.
L’intera attrezzatura dell’officina è stata sottoposta a sequestro amministrativo, finalizzato alla confisca, mentre i rifiuti sono stati posti sotto sequestro penale. Al titolare è stata contestata una sanzione fino a 15.493 euro per esercizio abusivo dell’attività di autoriparazione e deferito all’Autorità Giudiziaria per gestione non autorizzata di rifiuti.
Durante il controllo sono state identificate anche sette autovetture in riparazione: i rispettivi proprietari saranno sanzionati per essersi rivolti a un’impresa non iscritta e non qualificata, come previsto dalla normativa.
Si ricorda che, nel rispetto del principio di presunzione d’innocenza, ogni responsabilità sarà definitivamente accertata solo in caso di sentenza irrevocabile di condanna.
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