
PESCARA – Al via la nuova stagione Teatro d’Autore ed altri linguaggi 2025/2026 del Florian Metateatro, Centro di Produzione e Promozione Teatrale di Pescara. Inaugura la stagione il 10 e l’11 ottobre alle 20.45 TRASH TEST il nuovo lavoro di e con Andrea Cosentino, il molto amato e irresistibile attore-autore di origine Chietina che torna a Pescara dopo qualche anno, con la produzione del Teatro Metastasio di Prato. Trash Test è un collaudo distruttivo delle potenzialità dell’AI di produrre materiali teatrabili, un happening dove, in collaborazione con gli spettatori, si chiede a ChatGPT di produrre tranci di scene, dialoghi e trame sempre nuove, per metterne alla prova all’istante l’efficacia e con la stessa mossa carnevalizzarne ogni pretesa di senso.
A seguire il 24 e il 25 ottobre la compagnia Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa di Torino presenta L’IMPORTANTE È CHE CI SIA QUALCUNO: VADUCCIA tratto da L’amante di Abraham B. Yehoshua, adattamento drammaturgico e regia Marco Isidori, e con una straordinaria Maria Luisa Abate nei panni di Vaduccia, una novantasettenne ebrea che nell’ultimo scorcio della sua vita, risvegliandosi da una malattia che le aveva tolto ogni consapevolezza vitale, rendendola pressoché un vegetale, si trova a dover condividere il quotidiano con un ragazzo arabo piovuto dal cielo. Dopo un’iniziale reciproco sospetto, la vecchia stravagante, piena di pregiudizi, carica degli intoppi emotivi di tutta un’esistenza, riesce non solo a relazionarsi col suo giovanissimo “nemico”, ma a giungere persino alla gioiosa scoperta di provare per lui un sentimento amoroso.
Nel mese successivo per la rassegna DECLINAZIONI contro la violenza di genere i primi due appuntamenti del 14 e 15 novembre vedono protagonista la compagnia Atto Due, di Sesto Fiorentino, con MOLTO DOLORE PER NULLA, spettacolo di e con Luisa Borini, vincitore del Premio In-Box nel 2024. Molto dolore per nulla è il racconto dei troppi amori troppo amati, una lista di liste ossessive, come ossessivo è il nodo al cuore (e allo stomaco) di tutta la storia: il bisogno di amore e il terrore di restare soli. Schemi uguali che si ripetono, seppur in contesti e modalità diverse, che ci fanno stare male e ci fanno sentire sbagliati, difettosi. La storia di una ragazza che in nome dell’amore è sempre stata disposta a tragicomici e impavidi slanci, a folli voli che presagivano poco di buono, ma da tentare comunque ad ali spiegate e il sorriso sulle labbra.
Il 22 e 23 novembre tornano invece da Berlino con L’ULTIMA PAROLA, i Barletti/Waas, coproduttori insieme a TPE-Teatro Piemonte Europa, Teatro della Tosse di Genova e Florian Metateatro Centro di Produzione Teatrale . Il duo italo – tedesco è noto per i suoi lavori intensi su Handke, che questa volta mette a confronto in una sorta di duello, due testi dei grandi maestri Beckett e Handke, un personaggio (Krapp de L’ultimo nastro di Krapp) e una persona (la donna senza nome di Finché il giorno non vi separi). La recitazione incontra la performance, il passato incontra il presente, l’arte di recitare incontra quella di improvvisare. Due monologhi lontanissimi in tutto, che, giocati uno di seguito all’altro come in un dialogo, permettono un confronto su potere, sovranità narrativa, memoria e trasfigurazione, dove i confini tra realtà e rappresentazione si confondono.
Ancora per DECLINAZIONI contro la violenza di genere domenica 23 novembre ore 18.00 ALICE, reading musicale e teatrale ideato e condotto da Alberta Cipriani e Monja Marrone, due eccellenti artiste ortonesi, che vuole gridare e cantare di una lotta per troppi considerata una guerra ormai vinta, un’eco di un fastidioso accanimento, un capriccio, la lotta contro la discriminazione e per la parità di genere. Alice parla di una guerra, di un’urgenza che continua a nascondersi in mille forme del quotidiano, della storia e della società, in mille battaglie davanti alle quali tutte e tutti dobbiamo imparare a spalancare gli occhi. Alice si racconta in tante storie che hanno ancora bisogno di essere ascoltate: Alice è parole e musica, è tutte noi, è se stessa, è nessuna.
Torna a Pescara dalla tournèe romana di novembre al Teatro di Villa Lazzaroni, VARIAZIONI ERNAUX je me souviens trois hommes dall’opera letteraria di Annie Ernaux, di e con Anna Paola Vellaccio, che firma anche la regia, Arianna Ninchi e Francesca Fava e chiude il programma del 2025 con due serate il 6 e il 7 dicembre. La produzione Florian Metateatro racconta in scena le tre età di un’unica donna, in cui tutte possono riconoscersi: la parola essenziale, potente e viscerale del Premio Nobel per la letteratura 2022 Annie Ernaux si fa teatro. Ne emerge una biografia sentimentale, segreta e tormentata, quasi una confessione, dall’innamoramento congelato nel matrimonio, alla dipendenza amorosa di una nuova e struggente passione, fino alla relazione con un giovane nella maturità della scrittrice.
Il 24 e il 25 gennaio per la Giornata della Memoria va in scena DESTINATARIO SCONOSCIUTO di e con Mario Massari e Franco Mannella, prodotto da Piccola Bottega Teatrale. Liberamente tratto dall’omonimo romanzo epistolare di Katherine Kressmann Taylor, attraverso la storia di due amici si delinea un grande affresco storico che, nell’incalzare delle leggi antisemite e nel dilagare della violenza contro gli ebrei, trova una sua logica -seppur delirante- consequenzialità, dalla creazione dei ghetti fino allo sterminio scientificamente programmato.
Per il Giorno del Ricordo il 7 e l’8 febbraio Florian Metateatro presenta POLA. la città di pietra prese il mare, da Bora di Nelida Milani e Anna Maria Mori, drammaturgia e regia di Giulia Basel per il progetto Quell’Italia di là dal Mare. In scena Anna Paola Vellaccio, Alessio Tessitore, Emanuela D’Agostino e la stessa Basel; alla viola dal vivo Irida Gijergij. Il racconto del grande esodo giuliano-dalmata del secondo dopoguerra, che ha stravolto la vita degli esuli e dei pochi italiani che hanno tenacemente scelto di rimanere. Pola ci racconta il dramma di un popolo diviso, due traumi, inesorabilmente intrecciati: quegli assassinii di cui le foibe sono il simbolo e quell’esodo che fu quasi totale.
Ad aprire la rassegna FEMMINILE PLURALE L’arte delle donne domenica 1 marzo alle 18 lo spettacolo A TROJAN WOMAN, un lavoro di Meghan Finn che arriva in lingua originale con sottotitoli, dal Festival On Stage! e prodotto da The Tank (New York). Un monologo che condensa un flash su una moderna condizione di guerra, la storia di una madre che perde il figlio, e che nel momento di tragica presa di coscienza diventa una donna di Troia, rappresentando tutti i caratteri iconici dell’opera originale di Euripide, Le Troiane.
Sabato 7 marzo alle 20.45 Teatro al Quadrato/Tupamaros presenta ALFONSINA CORRIDORA, di e con Maria Giulia Campioli, e con Stefano Garuti e Francesco Grillenzoni, è una storia di riscatto e passione: quella di Alfonsina Morini in Strada, la prima donna a correre nel 1924 il Giro d’Italia, quando il ciclismo era uno sport prettamente maschile, e le rare donne che lo praticavano spesso erano discriminate e criticate. Il teatro passa attraverso la musica dal vivo e le video proiezioni per raccontare l’emancipazione e il coraggio: nel Regno d’Italia di inizio ‘900, Alfonsina apre la strada alle donne nello sport più epico ed eroico di tutti i tempi e conquista, tappa dopo tappa, la sua libertà e l’affetto popolare.
Sabato 14 e domenica 15 marzo un’altra premio Nobel sarà protagonista sul palco del Florian Espace: con MADAME CURIE Elogio dell’invisibile del Teatro Lanciavicchio, di e con Stefania Evandro e con Alberto Santucci, musica dal vivo Germana Rossi e in cui si alternano la passione per la conoscenza e la natura, la lotta contro i pregiudizi di genere e il conformismo, la curiosità per le leggi scientifiche. Una donna che ha segnato profondamente il XX secolo: dalla scoperta della radioattività alle terapie per i tumori, dal dibattito morale sulla proprietà intellettuale dei brevetti scientifici alle questioni di responsabilità sull’utilizzo offensivo del potere ‘atomico’.
Internazionalmente acclamato, CAOS di Mika Myllyaho, regia Anne-Riitta Ciccone è uno dei fenomeni drammaturgici scandinavi più interessanti degli ultimi anni e arriva a Pescara il 28 e 29 marzo, grazie alla coproduzione Florian con il Festival Quartieri dell’Arte che vede in scena Arianna Ninchi e Anna Paola Vellaccio. Chiude così la rassegna la storia di tre donne in lotta, perchè stanno perdendo il controllo delle loro vite: Sofia, insegnante, Júlia, una terapista, ed Emmi, una giornalista. Problemi intimi e tessuto sociale ostile si uniscono a causare sofferenze alle tre eroine che, attraversando la loro galleria di problemi e interpretando anche altri personaggi con ironia, traggono forza e resilienza dalla loro stretta amicizia e dalla reciproca empatia.
Dal 10 al 12 aprile tornerà con la sua terza edizione il CALEIDO Festival le parole la musica, tre serate in un viaggio tra poesia performativa e concerti dal vivo, a cura di Chiara Sanvitale e Miriam Ricordi. La formula intreccia le parole e la musica dando vita ad un naturale accostamento, quello tra poesia performativa e cantautorato, tra la musica autorale e la parola musicale, che genera uniche e nuove configurazioni artistiche. Da venerdì 8 a sabato 16 maggio invece la seconda edizione del Festival dell’Abruzzo e d’altre regioni – rami e radici, dedicato ai lavori prodotti e ispirati alla terra d’Abruzzo, ma anche alla relazione e al confronto con altri territori regionali, alla ricchezza di un patrimonio culturale che affonda le sue radici nella tradizione ma che finalmente viene ripensato, frequentato, rinnovato.