
TERAMO – Nel decennale della scomparsa di Giorgio Albertazzi, e nel giorno dell’anniversario della sua nascita, il 20 agosto 2026 esce il singolo “E poi l’Eternità”, un omaggio musicale dedicato al grande attore toscano. Il brano è interpretato da Ottavia Fusco Squitieri insieme al Davide Cavuti Ensemble, con musica composta dal maestro Davide Cavuti e testo firmato dalla stessa Fusco Squitieri. Il singolo, disponibile sulle piattaforme digitali, è stato registrato negli Studi FareMusika di Flavio Pistilli, che ha curato anche la parte pianistica.
L’uscita del brano è accompagnata dalle parole commosse di Pia de’ Tolomei, vedova di Albertazzi, che ha definito la canzone “bellissima e commovente”, ringraziando gli autori per l’omaggio e ricordando con affetto la figura del maestro.
Ottavia Fusco Squitieri ha raccontato il suo legame artistico e umano con Albertazzi, nato quando era ancora adolescente, dopo aver assistito allo spettacolo “Shakespeare in Jazz”. Da quell’incontro inatteso nacque un rapporto destinato a crescere negli anni, fino alle collaborazioni in “Titania la Rossa”, “In Concerto per Roma” e altri progetti condivisi con Anna Proclemer e Uto Ughi. Un intreccio di vita e arte che si è consolidato anche grazie alla collaborazione di Albertazzi con il regista Pasquale Squitieri, futuro marito dell’artista.
Il maestro Davide Cavuti, compositore e regista abruzzese, ha ricordato la lunga collaborazione con Albertazzi, per il quale ha scritto musiche originali di numerosi spettacoli: “Serata d’Onore”, “Galeotto fu Dante”, “Artisti e libertari con D’Annunzio a Fiume”, “Amleto e altre storie”, “Il Mercante di Venezia”, “Miti ed Eroi” e molti altri. Nel 2008 Cavuti ha firmato e prodotto “Prima che il sogno”, con Albertazzi e Michele Placido, e ha coinvolto il maestro anche nei suoi lavori cinematografici “Un’avventura romantica” e “Un marziano di nome Ennio”
Cavuti ha definito la collaborazione con Albertazzi “un privilegio”, ricordando gli insegnamenti ricevuti e l’onore di aver composto musiche per spettacoli tratti da testi di Shakespeare, Dante, Calvino, D’Annunzio, Flaiano e Borges. “E poi l’Eternità” diventa così un tributo che unisce memoria, arte e gratitudine, celebrando una delle voci più autorevoli del teatro italiano.