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Caro gasolio, CIA Abruzzo: “I ristori non bastano, servono interventi immediati”

Apprezzato lo sforzo della Regione, ma le aziende agricole chiedono liquidità immediata e misure strutturali

da Marina Denegri

In foto il presidente CIA Abruzzo, Nicola Sichetti

REGIONE – I conti delle aziende agricole continuano a non tornare. Tra rincari del gasolio, aumento dei costi di produzione e margini sempre più ridotti, CIA Agricoltori Italiani Abruzzo torna a chiedere interventi concreti e tempestivi per sostenere un comparto che vive una fase di forte difficoltà economica.

Mentre a Roma prosegue la mobilitazione nazionale “I conti non tornano” davanti a Montecitorio, l’organizzazione regionale analizza le misure annunciate dalla Regione Abruzzo a sostegno delle imprese agricole e dei Consorzi di bonifica, sottolineando però come gli aiuti previsti non siano sufficienti a compensare il peso dei rincari accumulati nel corso dell’anno.

Secondo le stime elaborate da CIA Abruzzo, l’aumento del prezzo del gasolio agricolo avrebbe determinato nel 2026 un aggravio vicino ai 20 milioni di euro rispetto all’anno precedente. Le quotazioni medie sarebbero infatti passate da circa 1,01 euro al litro nel 2025 a 1,33 euro nei primi dieci mesi del 2026, con incrementi superiori al 30% e punte che in alcuni territori avrebbero raggiunto 1,70 euro al litro.

A fronte di questo scenario, la Regione Abruzzo ha stanziato 4,15 milioni di euro per sostenere le aziende agricole. La misura dovrebbe consentire un rimborso pari a circa 20 centesimi al litro per il carburante acquistato tra giugno e settembre 2026. Un intervento giudicato positivamente dall’associazione, ma considerato insufficiente rispetto alle difficoltà affrontate dal settore.

Per CIA Abruzzo il problema non riguarda soltanto l’entità delle risorse stanziate, ma anche la tempistica. Le imprese hanno infatti sostenuto costi maggiori per dieci mesi consecutivi, mentre il contributo interesserebbe soltanto quattro mesi di acquisti e richiederà ulteriori passaggi amministrativi prima della sua effettiva erogazione.

“Apprezziamo lo sforzo compiuto dalla Regione, ma è necessario rappresentare con chiarezza la dimensione della crisi”, evidenzia l’associazione. “Quattro mesi di ristori non cancellano dieci mesi di rincari e uno stanziamento non può essere considerato un risultato definitivo fino a quando le risorse non arrivano concretamente alle imprese”.

L’organizzazione agricola richiama inoltre l’attenzione sul credito d’imposta nazionale dedicato agli acquisti di carburante effettuati tra marzo e maggio, ritenuto uno strumento utile ma limitato, sia per la platea dei beneficiari sia per la mancanza di un sostegno immediato alla liquidità aziendale.

Nel dibattito rientra anche la questione dei Consorzi di bonifica, destinatari di ulteriori 1,8 milioni di euro da parte della Regione, mentre resta aperta la discussione sui finanziamenti precedentemente annunciati e non ancora erogati.

La mobilitazione promossa da CIA arriva alla vigilia delle nuove decisioni attese dal Governo. Per l’associazione, infatti, il caro carburanti rappresenta soltanto una delle criticità che stanno mettendo sotto pressione il settore agricolo, insieme all’aumento generalizzato dei costi, alle difficoltà nella remunerazione delle produzioni e alle incertezze legate alla futura Politica Agricola Comune.

L’appello rivolto all’esecutivo è quello di superare interventi frammentati e di breve periodo, introducendo misure strutturali in grado di sostenere il reddito agricolo e garantire liquidità immediata alle imprese.

Per CIA Abruzzo la sfida non si esaurisce negli annunci. Saranno infatti i benefici concreti e la rapidità delle risposte a determinare l’efficacia delle misure adottate. L’obiettivo resta quello di assicurare stabilità economica e prospettive alle aziende agricole, affinché i conti del comparto tornino finalmente in equilibrio.