
CITTA’ SANT’ANGELO – Città Sant’Angelo si prepara a trasformarsi in un grande palcoscenico a cielo aperto con Il Carnevale di ’Ndirucce 2026, uno degli appuntamenti più attesi dell’anno. Il centro storico, con le sue vie suggestive e le sue piazze ricche di storia, ospiterà una nuova edizione dedicata al tema “Facci ridere!”, un viaggio nel mondo della risata di ieri e di oggi reinterpretato attraverso i suoi personaggi più iconici e sorprendenti.
A contendersi il titolo saranno nove contrade: Annunziata, Casale, Corso, D’Annunzio, Fonte Umano, Madonna della Pace, Marina, Piano della Cona e Villa Cipressi. Una sfida all’ultimo sorriso, fatta di creatività, colori, musica e tradizione.
Domenica 15 febbraio – La grande sfilata delle contrade
Il primo appuntamento è fissato per domenica 15 febbraio alle ore 15:00. Le contrade sfileranno per le vie del centro storico con carri, costumi e coreografie ispirate al tema della risata.
L’arrivo in Piazza Garibaldi sarà il momento clou della giornata, con l’esibizione dei contradaioli davanti al pubblico e alla giuria.
Martedì 17 febbraio – Le maschere tra la gente e la proclamazione
Il Carnevale entrerà nel vivo martedì 17 febbraio alle ore 16:00, quando il centro storico si animerà con “Le maschere tra la gente”, una sfilata più libera e spontanea che porterà i personaggi carnevaleschi a stretto contatto con cittadini e visitatori.
A seguire, l’attesissima proclamazione della Contrada vincitrice e l’assegnazione del premio “Lu Ttavitte più piccante”, uno dei riconoscimenti più caratteristici e divertenti della tradizione angolana.
Un Carnevale che unisce tradizione e creatività
Il Carnevale di ’Ndirucce non è solo una festa, ma un vero rito collettivo che coinvolge l’intera comunità. Le contrade lavorano per mesi alla realizzazione di costumi, scenografie e performance, dando vita a un evento che celebra identità, appartenenza e spirito di squadra.
L’edizione 2026 promette di essere ancora più ricca, grazie a un tema che invita alla leggerezza e alla fantasia: ridere insieme, riscoprendo il potere liberatorio dell’ironia e del gioco.