ROMA – Il progetto cinematografico Asrai, scritto e diretto dalla regista britannica Faith Elizabeth, è uno dei titoli fantasy più attesi del panorama indipendente internazionale. Attualmente in sviluppo, il film affonda le sue radici lungo la Costa dei Trabocchi, dove ha preso forma durante un soggiorno della regista in Abruzzo. Un punto di partenza che conferma il crescente interesse del cinema estero verso paesaggi italiani ancora poco esplorati sul grande schermo.
L’Italia ha una lunga tradizione nel trasformare i propri territori in scenari universali: Matera è diventata la Gerusalemme cinematografica di Mel Gibson, mentre l’Abruzzo ha già ospitato produzioni iconiche come Ladyhawke, Il nome della rosa e, più recentemente, The American. In questo solco si inserisce Asrai, che punta a costruire un immaginario fantasy nuovo, radicato nella natura selvaggia e nei borghi storici della regione.
Il progetto nasce da un’esperienza immersiva della regista, ospite dell’attrice e produttrice Alida Pantone nella casa di famiglia a San Vito Chietino. Non un semplice sopralluogo, ma un contatto diretto con ritmi, comunità e paesaggi che hanno plasmato l’estetica del film. «Non è stato solo un viaggio, ma un’immersione nella vita quotidiana italiana. Questo ha influenzato profondamente il mondo del film», racconta Elizabeth.
Elemento centrale dell’immaginario di Asrai sono i trabocchi, le antiche strutture in legno sospese sul mare, percepite dalla regista come luoghi sospesi tra fragilità e potenza. Da qui nasce la domanda che ha acceso la scintilla creativa: e se il mare custodisse qualcosa di misterioso? Il film propone così una rilettura contemporanea del mito delle sirene, trasformate in figure complesse, lontane dagli stereotipi, per esplorare temi universali come identità, isolamento e appartenenza.
Le attività di ricerca hanno coinvolto l’intera costa abruzzese, da San Vito Chietino a Fossacesia, passando per Ortona, Pescara e spingendosi fino a Termoli. Non solo mare: il team ha esplorato anche vigneti, paesaggi rurali e piccoli centri storici, dialogando con pescatori, artigiani e comunità locali.
Faith Elizabeth porta con sé un profilo internazionale consolidato: Yes She Cannes, interventi al Sitges Film Festival, al Marché du Film di Cannes e la partecipazione al Winston Baker Film Finance Forum alla Mostra di Venezia. In questi giorni la regista è impegnata in un workshop di scrittura all’interno di HerArts Film Lab, programma dedicato allo sviluppo di progetti cinematografici al femminile, sostenuto da BFI Network e British Council.
Asrai prosegue così il suo percorso creativo in Italia, con l’ambizione di trasformare la Costa dei Trabocchi in un nuovo spazio narrativo sospeso tra realtà e mito, dove il mare diventa custode di storie ancora da raccontare.
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