La conferenza stampa di presentazione ha visto gli interventi della professoressa Silvia Elena Di Donato e del professor Marco Presutti, membri del Comitato organizzatore, che hanno illustrato spirito, obiettivi e novità dell’edizione 2026.
Come sottolineato dalla professoressa Di Donato, la scelta del tema nasce dalla volontà di riportare al centro del dibattito pubblico il ruolo della cultura nella costruzione della pace: “C’è un legame profondo tra la lettura e la capacità di immaginare un mondo pacifico. La pace è un’emergenza culturale prima ancora che politica”.
Il professor Presutti ha aggiunto che il verbo costruire indica un percorso condiviso, un cammino collettivo che coinvolge lettori, comunità e istituzioni: “La pace non è un’idea astratta, ma un bene che si realizza con la volontà delle persone. La cultura è un materiale potente per costruirla”.
Confermate le sei sezioni del premio, ciascuna con un libro dedicato e coerente con il tema:
Per ogni categoria sono previsti tre premi in denaro:
Le somme saranno maggiorate di 100 euro se utilizzate per l’acquisto di libri o beni culturali presso esercizi convenzionati.
Previsti inoltre:
Il bando consente ampia libertà espressiva: presentazioni verbali, performance artistiche, letture sceniche, elaborazioni creative individuali o di gruppo (fino a 5 persone).
La giornata del festival sarà ricca di momenti culturali, tra cui:
Il Palazzo, recentemente restaurato, custodisce dal 2024 la Bandiera Tricolore con stemma sabaudo cucita da Dorinda De Sanctis ed esposta a Chieti nel 1860 in occasione dell’arrivo di Vittorio Emanuele II: un simbolo di memoria storica restituito alla collettività.
Il Premio nasce dal desiderio dell’On. Luciano D’Alfonso di onorare la memoria del padre, convinto che la lettura fosse il più grande investimento per la crescita personale e civica. L’iniziativa si inserisce in un progetto più ampio di promozione della partecipazione pubblica, del dibattito culturale e della cittadinanza attiva.
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