
REGIONE – L’agricoltura italiana continua a fare i conti con gli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico. Tra caldo estremo, siccità prolungata, grandinate improvvise e incendi, i danni hanno già superato i tre miliardi di euro secondo le prime stime Coldiretti. Un bilancio pesante, destinato a crescere se l’assenza di precipitazioni dovesse protrarsi ancora.
Le criticità maggiori si registrano al Nord, dove la mancanza d’acqua sta compromettendo intere produzioni. In alcune zone il mais rischia di essere completamente perso, mentre per il riso si parla già di un calo del raccolto che potrebbe toccare il 40%. Al Sud e nelle Isole lo stress idrico sta colpendo soprattutto ortaggi e pomodoro da industria, con rese in diminuzione. Anche il Centro Italia non è risparmiato: temperature elevate e terreni aridi stanno mettendo sotto pressione ortaggi, frutta, oliveti e vigneti.
In Abruzzo la situazione è particolarmente evidente nella provincia di Chieti, dove la siccità è ormai cronica. Da circa cento giorni non si registrano precipitazioni significative e le coltivazioni non irrigue, soprattutto vigneti e oliveti, stanno subendo danni rilevanti. Le aziende agricole che non dispongono di sistemi di irrigazione affrontano una stagione sempre più difficile, aggravata da temperature che continuano a superare la media stagionale. Le conseguenze si tradurranno in un calo produttivo consistente, con ripercussioni sull’intera filiera regionale.
Alla crisi idrica si somma quella degli incendi. In Sardegna i roghi hanno già devastato migliaia di ettari di pascoli e coltivazioni, causando la perdita di animali, alveari, foraggi e strutture agricole. Secondo l’analisi Coldiretti su dati Effis, dall’inizio dell’anno sono andati in fumo quasi 80mila ettari di boschi e terreni, un dato che conferma la vulnerabilità del territorio nazionale di fronte a fenomeni sempre più estremi.
Di fronte a questo scenario, Coldiretti ribadisce l’urgenza di un piano nazionale degli invasi, dotati di sistemi di pompaggio in grado di produrre energia elettrica. Oggi l’Italia riesce a trattenere appena l’11% dell’acqua piovana, una quota insufficiente per affrontare periodi di siccità sempre più frequenti. Il progetto, definito “immediatamente cantierabile”, punta a realizzare bacini con materiali naturali, senza cemento, capaci di accumulare acqua durante tutto l’anno e ridurre gli effetti degli eventi meteorologici estremi, prevenendo esondazioni e allagamenti. L’acqua raccolta sarebbe destinata agli usi civili e agricoli, oltre a rappresentare una fonte di energia idroelettrica rinnovabile.