
REGIONE – L’Abruzzo agricolo è in piena emergenza: terreni saturi, fiumi esondati lungo la fascia costiera e campagne trasformate in bacini d’acqua stanno compromettendo vaste superfici coltivate. Confagricoltura Abruzzo, attraverso il presidente provinciale Mauro Lovato, chiede l’attivazione immediata dello stato di calamità naturale, evidenziando come l’allagamento generalizzato stia bloccando le attività agricole e mettendo a rischio l’intera stagione produttiva.
Le precipitazioni persistenti impediscono ogni lavorazione nei campi, con ortaggi, vigneti, uliveti, frutteti e seminativi completamente sommersi. Il rischio è quello di rivivere uno scenario simile al 2023, quando l’impossibilità di intervenire nei vigneti favorì la diffusione della peronospora con perdite fino al 70%.
Secondo Confagricoltura, i terreni resteranno impraticabili almeno fino al 9–10 aprile, mentre l’arrivo di sole e temperature più alte potrebbe favorire l’insorgere di malattie fungine. A complicare il quadro è la scarsa copertura assicurativa delle aziende, molte delle quali oggi risultano esposte senza tutele.
Le criticità riguardano anche la viabilità rurale e la tenuta del territorio, con strade interpoderali compromesse e infrastrutture sotto pressione, in particolare nelle aree di Ortona e nella Valle Peligna, dove vigneti e seminativi risultano completamente allagati.
I dati pluviometrici confermano la gravità dell’evento: nella provincia di Chieti si sono registrati accumuli fino a 210 mm in sette giorni, oltre due volte e mezzo la media mensile di marzo. Una dinamica simile a quella che nel 2023 portò allo stato di emergenza in Emilia-Romagna.
Confagricoltura rivolge un appello urgente alle istituzioni regionali affinché intervengano subito per evitare danni irreversibili al comparto agricolo abruzzese.