“Nel 2011 vi fu il tentativo di sversare nell’area adiacente il perimetro dell’AMP Torre del Cerrano e di cui si discute oggi, i fanghi provenienti dal porto canale del Fiume Pescara. Immediato il mio impegno e dell’intero staff dell’AMP per scongiurare il verificarsi dell’operazione e il ritiro dell’ipotesi progettuale.
Ne rendo testimonianza attraverso una lettera che costituisce l’aspetto documentale della vicenda, la quale non rende giustizia del mio impegno sostanziale sul tema, manifestatosi attraverso una serie di incontri e riunioni con gli amministratori regionali.
Riuscimmo ad allontanare quel pericolo anche grazie all’avvio della procedura per ottenere il riconoscimento del Parco quale Sito di Interesse Comunitario (SIC), conseguito qualche anno dopo, e che rende ancor più impeditiva qualsiasi attività pericolosa per l’ambiente.
Sulla scorta di quell’esperienza ritengo impensabile che a distanza di sei anni si riproponga quella soluzione per i fanghi di Ortona. Pertanto, invito chi si cimenta sull’argomento, lanciando strali ed accuse, ad essere meno superficiale evitando di rimediare solo brutte figure.
Questo era il testo del mio comunicato del 26 agosto 2017.
Com’è noto i fatti hanno preso una piega diversa e ora l’Amp è costretta a ricorrere al Tar per scongiurare il pericolo che i fanghi dragati dal porto di Ortona vengano sversati vicino Silvi.
Con il centro-destra in Regione noi riuscimmo a bloccare questa autentica nefandezza; oggi con la regione del pd, rappresentata peraltro anche da un consigliere locale, viene di fatto azzerata ogni credibilità del Parco Marino, che ormai non conta più nulla nella programmazione regionale.
A questo punto non ci resta che sperare che il Tar blocchi il procedimento, ma che soprattutto, a breve, vi sia un governo regionale più attento alla protezione del nostro ambiente.
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