Agricoltura

Sostenibilità e Aree Interne: a Vasto il Roadshow di CIA Agricoltori Italiani

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VASTO – Un confronto partecipato e concreto tra istituzioni, mondo accademico e operatori del comparto agricolo ha animato le sale di Palazzo d’Avalos a Vasto, teatro della quinta tappa del roadshow “Territori che rigenerano: la sostenibilità dalle aree interne”. Promosso da CIA-Agricoltori Italiani e finanziato dal MASE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica) nell’ambito della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile, l’evento ha visto la collaborazione sinergica di CIA Abruzzo e CIA Molise.

Al centro del dibattito sono finite le prospettive di sviluppo di un comprensorio strategico che abbraccia Alto Sangro, Sagittario e Mainarde. L’obiettivo primario dell’incontro è stato quello di raccogliere esigenze e proposte dal territorio per definire nuove politiche pubbliche focalizzate su bioeconomia, servizi ecosistemici, adattamento al cambiamento climatico e valorizzazione delle filiere agroalimentari locali.
L’agricoltura come presidio fondamentale del territorio

I lavori si sono aperti con i saluti istituzionali del sindaco di Vasto, Francesco Menna, e dei vertici delle Camere di Commercio regionali, Liberato Russo per il Molise e Gennaro Strever per la CCIAA Chieti-Pescara.

Il presidente di CIA Abruzzo, Nicola Sichetti (nella foto), ha evidenziato l’urgenza di offrire garanzie concrete alle imprese agricole rurali. In un contesto segnato da forti tensioni geopolitiche e dal costante aumento dei costi di produzione, i margini per gli agricoltori continuano a ridursi, rendendo indispensabile un piano strategico che rimetta le aree interne al centro dell’agenda politica e garantisca la permanenza delle comunità locali.

Sulla stessa linea si è espresso il presidente di CIA Molise, Vincenzo D’Alessandro, ricordando come le aree interne rappresentino la spina dorsale dell’Italia, coprendo circa il 60% della superficie nazionale, il 56% della superficie agricola e ben il 73% del patrimonio forestale. Difendere il “diritto a restare” per i 13 milioni di abitanti di queste zone significa valorizzare il ruolo cruciale degli agricoltori, veri e propri custodi del territorio e argine naturale contro il dissesto idrogeologico.

Al tavolo dei relatori hanno portato il loro contributo scientifico e istituzionale anche Giovanni Cannata, commissario del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, unitamente ai docenti Roberto Veraldi (Università “G. d’Annunzio” Chieti-Pescara), Giuliano Resce (Università del Molise) e Giuseppe Martino (Università di Teramo), oltre ai sindaci Candido Paglione di Capracotta e Lino Gentile di Castel del Giudice.

Le testimonianze delle aziende agricole locali

Particolarmente significativo è stato lo spazio dedicato alle storie di resistenza e innovazione raccontate dai giovani imprenditori agricoli del territorio abruzzese e molisano.

Virginia Sciore ha ripercorso la nascita dell’azienda agricola “Sciore” a Pacentro, avviata nel 2018 con l’allevamento caprino e la produzione di formaggi tradizionali, oggi affiancati da progetti didattici e ambientali. Emanuele Scocchera dell’azienda biologica “Melise” di Castel del Giudice ha mostrato come il recupero dei terreni e la trasformazione della frutta possano contrastare lo spopolamento e creare occupazione. Infine, Cristiano Guido dell’azienda “Il Castellaccio” di Rivisondoli ha testimoniato il valore del legame generazionale con la terra e l’importanza dei contratti di filiera per dare stabilità economica alle attività zootecniche nelle zone montane.

Verso il Manifesto CIA delle Aree Interne

Le istanze e le buone pratiche emerse durante la giornata di Vasto andranno a confluire direttamente nel Manifesto CIA delle Aree Interne. Il documento programmatico verrà presentato ufficialmente a Roma il 30 novembre 2026, con l’intento di trasformare i bisogni delle comunità rurali in linee guida per le future politiche di sviluppo sostenibile del Paese.

Pubblicato da
Marina Denegri

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