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Ud’A ottiene 2,5 milioni per rafforzare la sanità materno-infantile in Sudan

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CHIETI – L’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara si conferma protagonista nella cooperazione internazionale e nella tutela della salute globale. L’Ateneo ha ottenuto un finanziamento di 2,5 milioni di euro dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) del Ministero degli Affari Esteri, destinato a un progetto strategico già avviato in collaborazione con l’Università di Kassala, in Sudan.

L’iniziativa punta a creare sinergie cliniche, formative e organizzative per migliorare l’accesso alle cure chirurgiche e ostetriche, attraverso l’adozione del modello “Hub & Spoke”: una rete di piccoli distretti sanitari periferici (Spoke) dedicati alla tutela di madre e neonato, collegati all’ospedale centrale (Hub). Un sistema che consentirà di decongestionare le strutture principali e di spostare il momento del parto dai villaggi a luoghi sicuri, dotati di personale qualificato e attrezzature adeguate.

Una risposta a un’emergenza sanitaria drammatica

La regione di Kassala presenta condizioni critiche: ogni donna ha in media 4-5 figli, con 12.000–15.000 nascite l’anno nella sola città. La carenza di medici, infrastrutture e strumenti diagnostici rende altissimo il tasso di mortalità neonatale.
Solo il 25% dei parti avviene nel Soudi Maternity Hospital, mentre il restante 75% si consuma in case o villaggi privi di assistenza.

Per affrontare questa emergenza, la “d’Annunzio”, insieme all’Università di Kassala, ha avviato un piano articolato che comprende:

Formazione specialistica per personale medico e infermieristico, con il supporto di una ONG italiana;

  • Ristrutturazione di una scuola locale per la formazione di 40 nuove ostetriche;

Acquisto di tecnologie mediche, tra cui ecografi per il monitoraggio delle gravidanze;

Prevenzione e sensibilizzazione per il contrasto del cervico-carcinoma;

Campagne informative rivolte alle gestanti, in collaborazione con una ONG sudanese.

Il progetto rappresenta l’evoluzione di una precedente iniziativa conclusa nel 2020 con l’Università di Wad Madani, che aveva permesso alla Chirurgia Pediatrica della “d’Annunzio” di eseguire oltre 200 interventi complessi su gravi malformazioni neonatali presso il reparto del National Pediatric Center.

La delegazione sudanese in visita a Chieti-Pescara

Questa mattina una delegazione dell’Università di Kassala, guidata dal Preside della Facoltà di Medicina Mohamed Desogi, è stata accolta dal Rettore Liborio Stuppia e dal coordinatore del progetto, Professor Pierluigi Lelli Chiesa.
All’incontro hanno partecipato alcuni Direttori di Dipartimento della “d’Annunzio”, mentre da remoto sono intervenuti il Direttore dell’AICS di Adis Abeba, Michele Morandi, e la responsabile della ONG OVCI, Manuela Turotti.

Nei prossimi giorni la delegazione visiterà i campus universitari e le strutture mediche per studiare da vicino l’organizzazione sanitaria e i modelli di formazione italiani.

Le dichiarazioni

Liborio Stuppia, Rettore dell’Università “d’Annunzio”, ha dichiarato: «Questo progetto è un atto di solidarietà attiva ed anche un esempio di come l’alta formazione e la ricerca scientifica debbano superare le frontiere per salvare vite umane. I risultati positivi ottenuti dimostrano l’efficacia della nostra azione. Proprio alla luce di questo successo siamo già al lavoro con i colleghi del Sudan per valutare nuove ipotesi di collaborazione e progetti di ricerca congiunti che possano consolidare ulteriormente il legame tra i nostri Atenei».

Pierluigi Lelli Chiesa, coordinatore del progetto, ha aggiunto: «Trasferire competenze e modelli organizzativi come l’Hub & Spoke in un contesto fragile come quello di Kassala significa piantare radici profonde per il futuro di quella comunità. Formare 40 nuove ostetriche e portare la diagnostica ecografica sul territorio permetterà di ribaltare una statistica drammatica, offrendo a migliaia di donne il diritto a un parto sicuro e ai loro figli il diritto alla vita».

Pubblicato da
Marina Denegri

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