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Turismo, più occupati negli stabilimenti balneari

da Redazione

La Fab-Cna: bene l’estate 2011, ma ora le imprese chiedono certezze

PESCARA – La Federazione autonoma dei balneatori (Fab) aderente alla Cna   ha analizzato i dati forniti dall’Istat, relativi al terzo trimestre del 2011, ovvero i mesi-clou della stagione balneare appena conclusa (luglio, agosto e settembre) ed ha rilevato un andamento positivo, per quel che riguarda l’occupazione, di uno dei comparti più importanti del settore turistico regionale. Infatti, gli occupati nei servizi degli stabilimenti balneari, come spiaggia, bar e ristorazione sono cresciuti di 570 unità rispetto agli stessi mesi dell’anno precedente (su un totale di circa 4mila occupati stagionali, che rappresentano il 34% del totale degli occupati nel settore).
Secondo la stessa Fab-Cna, che nei giorni scorsi aveva invece diffuso una preoccupata analisi sul calo degli investimenti effettuati dai gestori degli stabilimenti balneari (ben 5 milioni di euro in meno rispetto al 2010 mancherebbero infatti all’appello), trova conferma la tendenza dei gestori delle concessioni demaniali marittime, alle prese con il difficile problema dei rinnovi, a limitare gli investimenti sulle struttura, ma senza per questo penalizzare i servizi agli utenti. Ragione, questa, che spiega l’andamento positivo degli occupati nella stagione estiva 2011.

Ha spiegato il segretario della Fab-Cna, Cristiano Tomei:

in  un quadro caratterizzato da forti criticità dell’occupazione nei settori dell’industria, del commercio, dell’artigianato e dei servizi  l’andamento positivo di questo particolare comparto del turismo regionale rappresenta un fattore importante di fiducia, in un settore che chiede tutela per il proprio futuro e risposte certe da parte delle istituzioni.

A questo proposito, proprio  martedì, gli associati alla Fab hanno tenuto a Pescara un’affollata assemblea interregionale per affrontare i temi legati al rinnovo delle concessioni demaniali marittime, una querelle aperta ormai da anni in seguito all’apertura di una procedura d’infrazione avviata dall’Unione europea nei confronti dell’Italia. I titolari delle imprese hanno ribadito la richiesta di una deroga all’applicazione della direttiva-servizi (la cosiddetta Bolkestein, ndr), garantendo continuità alle imprese che gestiscono attualmente le concessioni.

 

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