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Tour Dantesco a Caprara: poesia, paesaggio e rinascita

Grande successo per il Tour Dantesco 2025 a Caprara: Battistella incanta con il primo canto del Purgatorio. Cultura, territorio e emozione in scena

da Redazione Abruzzonews

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CAPRARA – I versi eterni di Dante, la bellezza del parco e della Villa Acerbo. Il Tour Dantesco con Giorgio Battistella ha dato vita a una notte di grande suggestione a Caprara D’Abruzzo, con un pubblico numeroso che ha apprezzato tantissimo il primo canto del Purgatorio. “E’ stato un evento speciale, un intreccio magnifico di cultura, territorio e passione” sottolinea l’assessore alla cultura Nada Di Giandomenico. “L’inizio del purgatorio è il canto della rinascita. Dopo le tenebre e l’angoscia dell’Inferno, Dante torna a vedere la luce, a respirare un’aria pulita e a guardare un cielo nuovo, color “d’orïental zaffiro”.

È il momento della speranza ritrovata, dell’inizio di un cammino di purificazione. Mi piace pensare che il viaggio del professore Battistella sia stato un po’ come questo primo Canto: un percorso fatto di fatica e bellezza, che attraverso i nostri paesaggi lo ha portato qui, per regalarci una nuova luce, quella della poesia e della conoscenza”. Battistella, di professione insegnante, sta percorrendo in bicicletta il Lazio, l’Abruzzo e un po’ di Molise portando con sé i versi del sommo poeta.

“Il nostro più sentito ringraziamento va al professore Battistella, per averci incluso nel suo tour, e alle associazioni che hanno reso possibile l’iniziativa, in particolare Michele Angelucci de “I due Lazzari”, e Carlo Passeri della Proloco di Caprara. Sorpresa conclusiva, il finale della serata dedicato a D’Annunzio e ai suoi pastori, una delle liriche più famose del poeta pescarese tratte dall’Alcyone. “E’ stata una bellissima serata di poesia, e la sorpresa conclusiva ha incantato il pubblico” aggiunge il sindaco Chiara Trulli. Che poi sottolinea l’importanza del percorso di Battistella, quasi concluso per il 2025: “il suo è stato un viaggio attraverso le nostre terre, tra Abruzzo, Marche e Molise. Un piccolo, grande pellegrinaggio moderno che ci ricorda come la cultura non sia un’entità astratta, ma qualcosa che vive e respira attraverso il paesaggio e l’impegno della gente”.