TERAMO – Oltre 10 milioni di euro di danni. È il bilancio della violenta grandinata del 21 luglio, che ha colpito duramente il territorio comunale, in particolare le frazioni di Sant’Atto e San Nicolò a Tordino. La ricognizione, effettuata dal Comune di Teramo attraverso l’avviso pubblico rivolto ai cittadini e alle attività economiche, è stata trasmessa all’Agenzia Regionale di Protezione Civile tramite la piattaforma SMEA, primo passo verso la richiesta dello stato di calamità naturale.
Sono 357 le segnalazioni arrivate al Comune:
Per quanto riguarda le 312 segnalazioni riferite al territorio di Teramo, il totale dei danni ammonta a 10.401.587,96 euro, così suddivisi:
Un quadro che evidenzia la gravità dell’impatto sul tessuto produttivo e sulle famiglie.
«Si tratta di danni particolarmente ingenti, che stanno creando criticità importanti per attività produttive e privati» dichiarano il Sindaco di Teramo e l’Assessore alla Protezione Civile Anastasia Liouras.
L’Amministrazione ha avviato fin da subito interlocuzioni con il Direttore dell’Agenzia Regionale di Protezione Civile, Maurizio Scelli, e con il Dipartimento nazionale di Protezione Civile, sostenendo con forza la richiesta dello stato di calamità naturale.
«Adesso – sottolineano – è essenziale che la Regione Abruzzo si attivi formalmente e che il Governo riconosca lo stato di calamità, dando risposte concrete e immediate ai cittadini. Parliamo di territori che negli ultimi anni hanno affrontato numerose difficoltà e che stanno cercando di rialzarsi guardando allo sviluppo delle proprie comunità. Territori che meritano rispetto e sostegno di fronte ad eventi imprevedibili come la grandinata del 21 luglio, che ha colpito ben 17 comuni della provincia di Teramo».
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