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Teramo, grandinata del 21 luglio: oltre 10 milioni di euro di danni

La ricognizione del Comune di Teramo registra oltre 10,4 milioni di euro di danni dopo la grandinata del 21 luglio

da Redazione Abruzzonews

grandine chicchi

TERAMO – Oltre 10 milioni di euro di danni. È il bilancio della violenta grandinata del 21 luglio, che ha colpito duramente il territorio comunale, in particolare le frazioni di Sant’Atto e San Nicolò a Tordino. La ricognizione, effettuata dal Comune di Teramo attraverso l’avviso pubblico rivolto ai cittadini e alle attività economiche, è stata trasmessa all’Agenzia Regionale di Protezione Civile tramite la piattaforma SMEA, primo passo verso la richiesta dello stato di calamità naturale.

I numeri della ricognizione

Sono 357 le segnalazioni arrivate al Comune:

  • 275 relative al patrimonio privato
  • 37 riguardanti attività economiche e produttive
  • 45 riferite a danni subiti fuori dal territorio comunale (i cittadini sono stati indirizzati ai rispettivi Comuni)

Per quanto riguarda le 312 segnalazioni riferite al territorio di Teramo, il totale dei danni ammonta a 10.401.587,96 euro, così suddivisi:

  • 100.000 euro – danni a strutture pubbliche (tetto della scuola di Sant’Atto)
  • 2.834.966,76 euro – danni a strutture e infrastrutture private
  • 860.919,21 euro – danni a beni mobili registrati privati
  • 6.232.526,99 euro – danni a strutture e infrastrutture di attività economiche e produttive
  • 373.175 euro – danni a beni, attrezzature e scorte delle attività economiche

Un quadro che evidenzia la gravità dell’impatto sul tessuto produttivo e sulle famiglie.

La posizione del Comune

«Si tratta di danni particolarmente ingenti, che stanno creando criticità importanti per attività produttive e privati» dichiarano il Sindaco di Teramo e l’Assessore alla Protezione Civile Anastasia Liouras.

L’Amministrazione ha avviato fin da subito interlocuzioni con il Direttore dell’Agenzia Regionale di Protezione Civile, Maurizio Scelli, e con il Dipartimento nazionale di Protezione Civile, sostenendo con forza la richiesta dello stato di calamità naturale.

«Adesso – sottolineano – è essenziale che la Regione Abruzzo si attivi formalmente e che il Governo riconosca lo stato di calamità, dando risposte concrete e immediate ai cittadini. Parliamo di territori che negli ultimi anni hanno affrontato numerose difficoltà e che stanno cercando di rialzarsi guardando allo sviluppo delle proprie comunità. Territori che meritano rispetto e sostegno di fronte ad eventi imprevedibili come la grandinata del 21 luglio, che ha colpito ben 17 comuni della provincia di Teramo».