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Sit-in degli ambientalisti per l’emergenza roghi: “Colpa della mancata prevenzione”

da Redazione

PESCARA – Ieri mattina (2 settembre) si è tenuto in Piazza Sacro Cuore, a Pescara, un sit-in molto partecipato per affrontare il problema dell’emergenza incendi che sta falcidiando l’Abruzzo. Le associazioni ambientaliste, con il Wwf e Legambiente in prima fila, hanno posto l’accento sulla mancata prevenzione. Sono state invocate azioni immediate per il presente e una programmazione per il futuro che impedisca che possano ripetersi situazioni tragiche come quella dell’estate 2017.

“Un’emergenza senza fine – ha detto il presidente regionale del Wwf Luciano Di Tizio – che ci auguriamo possa davvero non ripetersi più nei prossimi anni. È questo che i cittadini venuti oggi a Pescara chiedono: che non accada più. Chiediamo di cambiare le cose, e alla Regione di dotarsi di una struttura antincendio seria, eliminando gli interessi economici legati alla ricostruzione naturale; inoltre che si faccia chiarezza e che si restituisca, attraverso un piano ben preciso, ai Parchi la possibilità di fare prevenzione attraverso volontari che controllino il territorio. Ciò non si è fatto più per risparmiare pochi soldi e questa cosa è diventata tragicamente comica con tutti i milioni buttati per fronteggiare l’emergenza”.

Parole di condanna anche da parte del presidente regionale di Legambiente, Giuseppe Di Marco: “Ciò che è accaduto in questa estate ha rimarcato la difficoltà che il nostro Paese ha nel rispondere alle emergenze, e questo perché manca la prevenzione. È troppo semplice la scelta di tagliare fondi sulla prevenzione nell’intento di risparmiare, e poi questi disastri ci dimostrano che le spese si moltiplicano in modo esponenziale. Oggi stiamo cercando di fare una prima analisi di quello che è accaduto e che presenta forti criticità. Evidentemente anche con la Riforma Madia, e il passaggio della Forestale nell’Arma dei Carabinieri, non si è riusciti a garantire la conoscenza del territorio nell’antincendio boschivo che aveva la Forestale, e allora dobbiamo capire cosa c’è da fare perché non è possibile che la Regione Verde d’Europa abbia perso un così grande patrimonio boschivo”.