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Settimana internazionale della Memoria a Srebrenica dal 25 al 30 agosto 2018

da Redazione Abruzzonews

PESCARA – Dal 25 al 30 agosto 2018  si terrà a Srebrenica la  Settimana Internazionale della Memoria. Un progetto per coltivare un legame diretto fra l’Abruzzo e Srebrenica per commemorare i 23 anni trascorsi dal genocidio che ha avuto come teatro la città bosniaca.

Parteciperanno le  associazioni italiane, tra cui le abruzzesi, con capofila la Fondazione Langer di Bolzano.

La ripresa del dialogo è avviata e i giovani se ne faranno protagonisti.

La delegazione pescarese, a nome delle associazioni abruzzesi da sempre a sostegno delle donne e dei giovani di Srebrenica, sarà presente nella città bosniaca a confermare l’impegno a fianco a chi, coraggiosamente, in prima persona, vuole attivamente impegnarsi a riprendere dialoghi e sciogliere nodi di convivenza ancora aggrovigliati.

Parteciperà all’iniziativa  una piccola delegazione di 4 persone ( Edvige Ricci, Massimo Luciani,Gina Vespucci, Laura Di Marco – da poco brillantemente laureata in lingua serbo/croata presso l’Università di Pescara- ) che farà da  tramite non solo delle  associazioni ma anche dei saluti della comunità di Pescara, per l’adesione ideale al progetto che il Sindaco e il Comune intendono continuare a mantenere. Si verificherà la  possibilità di dare avvio a un progetto di collaborazione con Donne in Campo della CIA di Pescara/Chieti. Si parte il 24 agosto e si rientra il 2 settembre.

Sperando che, in Italia, nessuno dimentichi la lezione “balcanica”!

“Una presenza importante quella della città – dice il sindaco Marco Alessandrini – per testimoniare la nostra vicinanza e tenere sempre vivo il ricordo di ciò che accadde, cosa importante oggi, in tempi in cui si propone il negazionismo. Un atteggiamento che nuoce anche alla politica che sta cercando invece di migliorare la situazione: abbiamo bisogno di aprire gli occhi, di crescere nella solidarietà e nel rispetto dei diritti umani. E’ necessario che ci sia un coinvolgimento che parta dalla concretezza e si concentri nel raccontare Srebrenica alla realtà contemporanea”.

Ci piacerebbe che venisse a Srebrenica anche ”la politica italiana” che, piuttosto che il confronto e la lotta, anche aspra, sugli argomenti, sembra preferire il machismo, la demonizzazione e ridicolizzazione degli avversari, passando sul corpo dei deboli e disperati e rischiando di dar corpo alla dimensione del “nemico” … con i rischi conseguenti di destabilizzazione e lacerazione del tessuto politico e culturale del paese. Una visita nei luoghi in cui, in pochi anni, si è passati dalla convivenza interetnica più pacifica agli orrori degli stermini più efferati dell’ “altro”… servirebbe,forse, a darsi una regolata. E a salvare la preziosità dei “ponti”,come Alexander Langer ci ha insegnato. Non solo quelli sui fiumi , a Genova come a Mostar, ma anche quelli umani.