
PESCARA – La scabbia non è una malattia scomparsa né un fenomeno legato alla scarsa igiene. È un’infestazione della pelle causata dall’acaro Sarcoptes scabiei, ancora diffusa nella popolazione e capace di propagarsi rapidamente se non riconosciuta e trattata in modo adeguato. Durante la pandemia da COVID‑19 i casi erano diminuiti, probabilmente per la riduzione dei contatti prolungati; con il ritorno alla normalità sociale, studi e osservazioni epidemiologiche hanno registrato un nuovo aumento dell’incidenza.
Per fare chiarezza e prevenire timori infondati, la ASL di Pescara – attraverso l’Unità Operativa di Dermatologia diretta dal Dr. Giampiero Mazzocchetti – ha diffuso informazioni utili su sintomi, modalità di trasmissione e terapie disponibili.
Come si trasmette la scabbia
L’acaro responsabile della scabbia scava piccoli cunicoli nello strato superficiale della pelle. La trasmissione avviene soprattutto tramite:
- contatto diretto e prolungato pelle a pelle con una persona infestata;
- più raramente, condivisione di vestiti, biancheria o asciugamani contaminati.
Non si trasmette invece attraverso contatti brevi e occasionali, come una semplice stretta di mano.
I sintomi principali: quando sospettarla
Il segno più caratteristico è un prurito molto intenso, che tende a peggiorare durante la notte. Questo accade per la risposta immunitaria all’acaro, l’aumento della temperatura corporea sotto le coperte e la maggiore percezione del fastidio in assenza di distrazioni.
Le lesioni tipiche sono i cunicoli, piccole linee rilevate sulla pelle, localizzate soprattutto:
- tra le dita delle mani
- ai polsi
- alle ascelle
- ai genitali
Nei bambini possono comparire anche su viso, collo e cuoio capelluto. La diagnosi viene effettuata dal dermatologo e può essere confermata con il dermatoscopio, che permette di visualizzare l’acaro e i cunicoli.
Perché è importante evitare il fai‑da‑te
Il Dr. Mazzocchetti sottolinea che, in presenza di prurito persistente o lesioni sospette, è fondamentale consultare un medico. La scabbia si cura efficacemente, ma richiede:
- una terapia corretta
- una gestione ambientale adeguata
- il trattamento di tutti i contatti stretti (familiari, conviventi, bambini che giocano insieme, colleghi con contatti ravvicinati)
Questo evita reinfestazioni e interruzioni incomplete della catena di trasmissione.
Le terapie disponibili
Le cure più utilizzate includono:
- creme medicated a base di permetrina, applicate su tutto il corpo secondo le indicazioni del medico;
- terapia orale con ivermectina nei casi più complessi, sempre sotto supervisione sanitaria.
Accanto ai farmaci, è essenziale lavare o decontaminare vestiti, biancheria e oggetti personali, seguendo le indicazioni del medico o del dermatologo.
Negli ultimi anni sono stati osservati casi di mancata risposta ai trattamenti standard. Una volta esclusi errori nell’applicazione o nella bonifica ambientale, il medico può valutare strategie alternative, come modifiche nei tempi di applicazione o combinazioni terapeutiche. Non esistono linee guida univoche, ma la letteratura scientifica offre indicazioni utili per la gestione dei casi complessi.
Un problema sanitario e sociale
La scabbia ha un impatto rilevante sulla salute pubblica perché può diffondersi rapidamente in comunità, famiglie, scuole e luoghi di lavoro. Il dermatologo svolge un ruolo centrale nel riconoscimento precoce, nella gestione dei casi e nella corretta informazione ai cittadini, contribuendo a evitare paure infondate e a ridurre lo stigma.
La ASL di Pescara invita chiunque presenti prurito persistente o lesioni sospette a rivolgersi al proprio medico o a un dermatologo per una valutazione tempestiva, evitando soluzioni improvvisate o informazioni non verificate.