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Sagra del Tartufo di Campovalano 2026: record di presenze e valorizzazione del territorio

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CAMPLI – La XXV Sagra del Tartufo di Campovalano si chiude con numeri che raccontano meglio di qualsiasi dichiarazione la forza di una manifestazione capace di coinvolgere un intero territorio. Dal 6 al 12 luglio sono stati distribuiti oltre 83.000 prodotti, tra piatti, dolci, bevande e vini, confermando l’evento come uno degli appuntamenti estivi più importanti dell’entroterra abruzzese. Solo l’offerta gastronomica ha superato le 61.000 portate, con migliaia di primi, secondi, fritti, piatti speciali e dolci, mentre le bevande hanno superato quota 22.000. Tra le specialità più richieste spiccano il formaggio fritto al tartufo, il reale di vitello, le tagliatelle burro e tartufo, i tartufini di Campovalano e i piatti da forno, a testimonianza di una tradizione culinaria che continua a conquistare residenti e visitatori.

Dietro questi risultati c’è una macchina organizzativa che ha coinvolto circa 140 volontari al giorno, impegnati su tre turni nella preparazione delle pietanze, nel servizio, nella gestione delle casse, dei parcheggi e di tutte le attività necessarie al corretto funzionamento della Sagra. A supporto dell’organizzazione hanno lavorato imprese specializzate nella pulizia e una rete di fornitori che ha garantito continuità negli approvvigionamenti e qualità delle materie prime. La sicurezza è stata assicurata da tre associazioni impegnate nella prevenzione antincendio, nell’assistenza sanitaria e nella gestione delle emergenze, mentre il Comune di Campli ha affiancato l’evento nella viabilità, nei servizi e nell’accoglienza dei visitatori.

L’edizione 2026 ha confermato anche la crescente centralità della Necropoli di Campovalano, che nelle aperture serali straordinarie ha registrato quasi 4.000 presenze. Un dato che evidenzia come la Sagra sia ormai diventata non solo un appuntamento enogastronomico, ma anche un efficace strumento di valorizzazione del patrimonio archeologico e storico del territorio. Particolarmente significativa la presenza di tantissimi bambini, mai così numerosi nelle precedenti aperture del sito: un segnale che racconta la capacità della manifestazione di coinvolgere le famiglie e avvicinare le nuove generazioni alla storia locale. A favorire questa partecipazione ha contribuito anche il trenino turistico, che ha reso più semplice e divertente il collegamento tra l’area della Sagra e la Necropoli.

Determinante, in questo percorso, la collaborazione con la Direzione regionale Musei nazionali Abruzzo, con il Dipartimento di Scienze dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara e con la Leiden University, partner scientifici delle attività di ricerca e divulgazione dedicate alla Necropoli. La Sagra ha confermato anche la sua vocazione sociale, ospitando iniziative dedicate alla donazione del sangue e collaborando con realtà impegnate nel sostegno alle persone in difficoltà. Tra le esperienze più significative figura quella con la Comunità Educativa per Minori Stranieri Non Accompagnati “L’Ombrello”, i cui ragazzi hanno partecipato attivamente all’organizzazione, lavorando fianco a fianco con i volontari. Un’esperienza di autentica inclusione, riconosciuta pubblicamente dalla responsabile della Comunità, che ha ringraziato Campovalano Viva per aver accolto i giovani come parte integrante della squadra.

«I numeri raccontano una manifestazione in continua crescita – sottolinea l’Associazione Campovalano Vivama il risultato più importante è la straordinaria capacità di fare rete. Volontari, istituzioni, università, associazioni, imprese e cittadini hanno lavorato insieme per promuovere Campovalano e il suo patrimonio attraverso un evento che oggi unisce gastronomia, cultura, archeologia, ricerca scientifica, solidarietà e inclusione». Un ringraziamento che abbraccia tutti: volontari, enti, partner scientifici, associazioni impegnate nella sicurezza, realtà solidali, fornitori, sponsor e le migliaia di visitatori che hanno scelto di vivere la venticinquesima edizione della Sagra.

La Sagra del Tartufo di Campovalano si conferma così un modello di sviluppo locale, un evento capace di generare valore culturale, sociale ed economico, trasformando un appuntamento popolare in un patrimonio condiviso che appartiene all’intero territorio.

Pubblicato da
Marina Denegri
Tags: Campli

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