“In primis – prosegue Febbo – voglio ricordargli che l’Abruzzo rientra nel gruppo delle 5 regioni commissariate proprio per aver accumulato notevoli ritardi, quasi un anno, rispetto alle scadenze stabilite per l’individuazione della struttura più idonea per collocare i detenuti con problemi psichiatrici e questa non mi sembra sia un gran bella figura per una Regione che vuole uscire dal COMMISSARIAMENTO della Sanità. Intanto i costi a carico della Regione sono notevolmente aumentati e nonostante le lodi di Mazzocca a Paolucci per l’impegno profuso, ho seri dubbi che la struttura di Barete possa essere operativa per il 4 aprile.
In base a quanto stabilito dalla Conferenza Stato – Regioni, nell’ambito delle procedure da realizzare, le amministrazioni devono sottoscrivere una serie di Protocolli con Prefetture, Questure e Asl, al fine di realizzare una sinergia operativa per garantire le migliori condizioni di legalità e sicurezza a tutela dell’incolumità dei pazienti, degli operatori e della collettività. Pertanto la struttura dovrebbe essere provvista di sistemi di sicurezza, impianti di videosorveglianza, vigilanza h 24 del perimetro ecc.
Da quanto mi risulta però per la Rems di Barete sarebbero ancora lontani da tutti gli adempimenti e a questo punto spero davvero di essere smentito – conclude Febbo – e che tutto venga risolto entro il 4 aprile. Restano però forti le perplessità in considerazione dei pesanti e ingiustificati ritardi accumulati in quasi un anno”.
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