
Presentazione Festival Dannunziano 2026 – Foto Regione Abruzzo
PESCARA – Il Festival dannunziano 2026 torna dal 26 agosto al 6 settembre con un programma che attraversa letteratura, arti, musica, teatro, storia, tecnologia, enogastronomia e didattica. La rassegna si aprirà il 26 agosto con quattro appuntamenti nei luoghi dannunziani della provincia di Chieti, mentre dal 29 agosto al 6 settembre il cuore del Festival si sposterà a Pescara, con incontri, presentazioni, mostre, visite guidate, laboratori, spettacoli e concerti. Le attività saranno distribuite tra Aurum, Casa Natale del Vate, Pescara Vecchia, Pineta Dannunziana, Polo Aternino, Piazza della Rinascita, Porto Turistico e altri spazi della città.
La presentazione ufficiale del programma si è svolta questa mattina a Palazzo di Città, alla presenza del presidente della Regione Marco Marsilio, del presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, dell’assessore regionale alla Cultura Roberto Santangelo, del rettore dell’Università d’Annunzio Liborio Stuppia, del sindaco di Pescara Carlo Masci, dell’assessore comunale alla Cultura Maria Rita Carota, del deputato Nazario Pagano e della consigliera regionale Antonietta La Porta. In collegamento dal Vittoriale degli Italiani è intervenuto anche il direttore artistico Giordano Bruno Guerri.
Il calendario propone un percorso che rilegge la figura di Gabriele d’Annunzio attraverso linguaggi diversi: dalla letteratura alla musica, dall’arte alla storia, dal teatro alle nuove tecnologie. Ampio spazio è dedicato a bambini e ragazzi, alle esperienze immersive e alle attività che utilizzano l’intelligenza artificiale per avvicinare il pubblico al poeta in chiave contemporanea. Il Festival si configura come un itinerario diffuso che mette in relazione i luoghi della memoria dannunziana con gli spazi della cultura e della socialità cittadina.
Le dichiarazioni
Lorenzo Sospiri ha definito l’ottava edizione “un evento multiforme, con ospiti di caratura nazionale e internazionale”, sottolineando il motto scelto: «l’ho pensata unita, l’ho sognata grande». Ha evidenziato i due giorni dedicati a Pescara Vecchia, il gemellaggio con la Fondazione Collodi, la presenza del National Geographic, la Notte dei Musei con due grandi mostre e lo stand dedicato al Festival all’aeroporto d’Abruzzo.
Il presidente della Regione Marco Marsilio ha ricordato come l’iniziativa rientri nella strategia culturale avviata nel 2019: “La nostra è una politica di recupero e valorizzazione dell’identità culturale abruzzese. La scelta di puntare su d’Annunzio si è rivelata vincente”. Marsilio ha sottolineato anche la crescita del turismo straniero e la visibilità garantita dalla Rai, che ha trasmesso in prima serata la Perdonanza Celestiniana e presto manderà in onda La Notte dei Serpenti.
Per l’assessore regionale alla Cultura Roberto Santangelo, il Festival “è oggi uno dei principali motori culturali dell’Abruzzo”, capace di superare la dimensione locale e ottenere una forte promozione nazionale grazie alla qualità del programma e al lavoro coordinato tra istituzioni, Università e Comuni.
Il sindaco Carlo Masci e l’assessore Maria Rita Carota hanno evidenziato la ricchezza del programma e il ruolo centrale del centro storico, con la Notte dei Musei e due mostre di rilievo al Museo dell’Ottocento e al Museo Paparella Treccia. “Continuiamo a vivere d’Annunzio al presente, come figura poliedrica tra arte, letteratura, poesia, sport e natura”.
Il direttore artistico Giordano Bruno Guerri ha sottolineato la dimensione enciclopedica del Festival e il legame tra il Vittoriale e l’Abruzzo. Tra le iniziative più rilevanti ha citato il ritorno del visore tecnologico, un nuovo progetto di intelligenza artificiale dedicato alla città di Pescara, l’iniziativa con l’Aeronautica e il gemellaggio con la Fondazione Collodi: “Pinocchio è un patrimonio della cultura italiana e il libro più tradotto al mondo dopo la Bibbia”.