PESCARA – Una sala consiliare gremita, un’atmosfera sospesa tra memoria, affetto e riconoscenza. La prima edizione del Premio Giovanni Galeone, andata in scena oggi pomeriggio ha trasformato il Comune di Pescara in un grande abbraccio collettivo per ricordare lo storico allenatore scomparso a novembre. Un evento carico di emozione, che ha riportato alla luce non solo le sue imprese sportive, ma soprattutto la sua eredità umana.
Le lacrime di Allegri: il momento più intenso della cerimonia
Il momento più intenso è arrivato quando Massimiliano Allegri, chiamato a ritirare il riconoscimento, ha preso la parola. È bastata una frase, un ricordo appena accennato, perché la voce gli si spezzasse. Le lacrime sono arrivate improvvise, sincere, quasi liberatorie. Allegri ha parlato di Galeone come di un “secondo padre”, una presenza che ha inciso sulla sua vita ben oltre il campo. Ha ricordato la modernità delle sue idee, la capacità di vedere il calcio con trent’anni di anticipo, la leggerezza profonda con cui sapeva insegnare: non prendersi troppo sul serio, ma fare le cose con estrema serietà. E poi l’affetto per Pescara, una città che – ha detto – gli ha restituito un’energia di cui sentiva il bisogno.
Gasperini assente, premiati anche i giovani tecnici
Accanto al nome di Allegri, quello di Gian Piero Gasperini, co-vincitore della prima edizione, assente per motivi personali ma presente nei ricordi e nelle parole di chi ha condiviso con Galeone un pezzo di strada. A rappresentare il calcio emergente è salito sul palco Marco Pomante, giovane allenatore del Teramo, premiato per il percorso costruito con passione e competenza nel mondo dilettantistico.
https://youtu.be/SBKALRw92CE
Un tributo corale: ex giocatori, tecnici, giornalisti e istituzioni
La cerimonia è stata un susseguirsi di volti e testimonianze. Sono arrivati in tanti: Bergodi, Ciarlantini, Dicara, Gelsi, Bosco, e Federico Giunti, giunto da Perugia per non mancare a un appuntamento che sentiva suo. In sala anche il presidente dimissionario della FIGC Gabriele Gravina, insieme a figure del giornalismo sportivo e delle istituzioni calcistiche. La famiglia Galeone (moglie e figlie) ha seguito ogni intervento con un’emozione composta, mentre un videomessaggio di Leo Junior ha strappato un sorriso e la promessa di essere presente di persona alla prossima edizione.
Il ricordo di Galeone ha attraversato tutta la cerimonia: le promozioni in Serie A, il gioco brillante, la capacità di trasformare Pescara in un laboratorio calcistico unico, ma anche il suo modo di stare al mondo, ironico e profondo allo stesso tempo. Un’eredità che continua a generare affetto e riconoscenza.
Il ricordo che diventa eredità
A suggellare la giornata, l’annuncio del Comune di San Salvo, che intitolerà la tribuna del proprio stadio a Giovanni Galeone: un gesto che amplia il tributo oltre i confini pescaresi, confermando quanto il suo nome continui a unire generazioni e territori.
Servizio e foto a cura di Roberto di Blasio








