Segnalazioni di effluvi maleodoranti provenienti dall’area arrivano dai residenti
PESCARA – Armando Foschi, esponente dell’Associazione ‘Pescara – Mi piace’, autore del primo esposto alla Procura in riferimento alla rottura della condotta di via Raiale, del 28 luglio scorso, e del divieto di balneazione tenuto nascosto alla popolazione dal sindaco Alessandrini, interviene con una nota per evidenziare che da due giorni si stanno susseguendo decine di segnalazioni di residenti circa il cattivo odore che si avverte nell’area tutt’attorno all’impianto di depurazione di via Raiale. Per questo motivo sarebbe opportuno predisporre dei controlli immediati sulle condotte e sull’impianto di depurazione, coinvolgendo, eventualmente, anche la Guardia Costiera.
“Le notizie che continuano a emergere sul funzionamento delle nostre condotte fognarie sono drammatiche – ha commentato Foschi -. Non bastava la rottura della condotta da 1.100 centimetri di diametro, sostituita, da quattro mesi, dalla vecchia e fatiscente linea di appena 60 centimetri di diametro, evidentemente insufficiente a sostenere la stessa portata di liquami, che dunque si disperdono ogni giorno nel fiume e nel mare. Non bastavano le notizie circa l’uso incontrollato dell’acido peracetico, sul quale abbiamo posto al sindaco Alessandrini domande alle quali non ha ancora dato risposte, segno di grande imbarazzo e confusione. Non bastava il divieto di balneazione a Fosso Pretaro, sulla riviera sud, dove ormai da oltre 15 giorni è impossibile entrare in acqua per la presenza di liquami e feci, e ancora non viene individuata la causa. Ora scopriamo che già a luglio l’Arta aveva certificato un cattivo funzionamento del depuratore di Fosso Pretaro con valori 50 volte superiori al limite di legge di colifecali, circostanza tenuta nascosta mentre la gente andava tranquillamente al mare. Non solo: ormai da giorni riceviamo continue telefonate e segnalazioni circa il cattivo odore di feci che ha invaso l’intera zona del depuratore di via Raiale, segnalazioni indirizzate anche al Comune che però non si è fatto vivo, né ha predisposto un sopralluogo nell’area da parte dei propri tecnici. Secondo alcuni residenti, quel terribile olezzo sarebbe sintomo di un arrivo anomalo di liquami che dunque sta mettendo in difficoltà il depuratore stesso. È chiaro che non possiamo affidarci al caso o alla fortuna, con centinaia di cittadini costretti a vivere barricati in casa, con porte e finestre sigillate per contenere l’arrivo del terribile olezzo. A questo punto l’Associazione ‘Pescara – Mi Piace’ chiede a Comune, Asl e Arta di effettuare controlli urgenti sui miasmi e sulle acque del depuratore, coinvolgendo per competenza anche la Guardia Costiera, che peraltro, con il Corpo Forestale, sta già conducendo le indagini nell’ambito dell’inchiesta sull’emergenza balneazione. Purtroppo anche questo episodio è solo l’ennesimo tassello di una vicenda drammatica che dovrebbe spingere alle dimissioni il sindaco Alessandrini”.