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Pescara, suona un’altra sinfonia

da Davide Luciani

I biancazzurri, contro il Torino si giocano una chance importante di agguantare la promozione diretta.

PESCARA – La partita che vale una stagione. Non c’è altro modo per descrivere Pescara-Torino. I granata, tornati primi dopo la vittoria col Padova, arrivano all’Adriatico per mantenere la testa della classifica ed eventualmente staccare i biancazzurri di 5 lunghezze. Il Pescara, dal canto suo, cerca la vittoria che le darebbe primato in classifica e una buona fetta di promozione diretta.

Comunque vada non sarà una sfida banale, questo è certo. Molte sono le sfide da tenere d’occhio in campo, ma, la più interessante, sarà quella che si giocherà in panchina. Zeman e Ventura, infatti, non sono solo i due allenatori più vecchi della B, ma anche due tecnici che hanno risvegliato l’entusiasmo in due squadre e due città, ormai assuefatte alle delusioni. Quella tra Pescara e Torino sarà quindi una sfida tra due squadre che sentono vicino un obiettivo e che faranno di tutto per cercare di agguantarlo.

ATTACCO CONTRO DIFESA … – Si sfidano il miglior attacco (quello biancazzurro con 84 reti) e la miglior difesa del torneo (quella granata con appena 26 reti al passivo). Solo tre volte i granata hanno incassato più di una rete. Curiosamente due delle tre squadre (l’altra è il Verona) cui spetta questo primato sono proprio Pescara e Modena cioè le due avversarie che i granata affronteranno nelle prossime due settimane. Come se non bastasse, l’allenatore granata in questa sfida dovrà fare a meno degli squalificati Vives e Parisi, oltre, probabilmente all’infortunato Glik. La difesa granata quindi, sarà in piena emergenza e questo potrebbe favorire l’attacco biancazzurro che, ormai, segna a valanga.

Per la gara di sabato, Zeman non avrà Anania, ma ritroverà Verratti e Immobile, due giocatori fondamentali per il gioco biancazzurro. Il 4-3-3 biancazzurro, quindi potrà nuovamente contare sulla mente e sul braccio armato che hanno trascinato fin qui gli abruzzesi. Di contro, Ventura, dovrebbe abbandonare il 4-3-3 visto contro il Padova e tornate al 4-4-2 (o 4-2-4 che dir si voglia) schierando un’ala in luogo dello squalificato Vives.

Il tecnico genovese punterà a limitare il raggio di azione di Verratti, con una specie di gabbia dove Iori e Basha andranno a turno in pressing sul numero 10 per rubargli palla e rilanciare immediatamente l’azione per le due punte Bianchi e Meggiorini, micidiali nell’uno contro uno. Il Pescara dovrà stare attento anche sulle fasce, specie su quella dove agirà Stevanovic, giocatore molto tecnico in grado di saltare l’avversario e creare la superiorità numerica in avanti.

I biancazzurri, sono però, in un tale stato di forma che non temono nessuno. Ora che anche Nielsen si è perfettamente calato negli schemi del boemo, il Pescara assomiglia ad una macchina da guerra. Il problema dei biancazzurri è però sempre lo stesso ed è proprio nel meccanismo di gioco. Quando vengono pressati a centrocampo, i biancazzurri perdono palla con eccessiva facilità e, a causa della difesa molto alta, vanno immediatamente in apnea.

DELFINO SENZA ANANIA – In questa partita, poi, mancherà, come detto Anania, giocatore che conosce perfettamente i movimenti che Zeman richiede agli estremi difensori e che, con le sue uscite al limite dell’area, ha spesso tolto le castagne del fuoco ai biancazzurri.

Riuscirà Ragni a svolgere con altrettanta efficacia questo compito?

É questo il maggior interrogativo che accompagnerà il Pescara in questa gara. Se i ragazzi di Zeman giocheranno al ritmo forsennato, ammirato in quest’ultimo mese, non ci sarà storia e Benussi tornerà a casa con un fortissimo mal di schiena a forza di piegarsi a raccogliere palloni in rete. Se però, Iori e Basha riusciranno a limitare Verratti, allora la partita si farà spigolosa per il Pescara che dovrà fare molta attenzione dietro, sfruttando nel contempo di più, gli inserimenti dei due interni di centrocampo.

In uno stadio da tutto esaurito, la Zeman’s band, quindi, è chiamata a suonare la migliore sinfonia della stagione in modo da far comprendere a tutti che la squadra più forte del campionato è quella biancazzurra e avvicinarsi ulteriormente, a quella lettera finale che fa bella mostra di sè nel nome del PescarA.

PROBABILI FORMAZIONI:

PESCARA: Ragni; Zanon, Capuano, Romagnoli, Bocchetti; Nielsen, Verratti, Cascione; Sansovini, Immobile, Insigne.

TORINO: Benussi; Darmian, Di Cesare, Ogbonna, D’Ambrosio; Basha, Iori, Stevanovic; Meggiorini, Antonucci, Guberti

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