Il meccanismo truffaldino si basava su un collaudato modus operandi che prevedeva l’individuazione di persone in difficoltà economiche a cui veniva proposta l’erogazione di un finanziamento attraverso una richiesta inoltrata a banche e società finanziarie di Pescara e Chieti.
Tali soggetti, a cui veniva fornita una falsa documentazione attestante il possesso dei requisiti per accedere ai finanziamenti, (buste paga, documentazione INPS, dichiarazioni dei redditi) venivano accompagnati presso istituti bancari e società finanziarie dai componenti dell’organizzazione che li assistevano in tutti gli adempimenti burocratici.
Una volta ottenuti i finanziamenti, una parte del compenso veniva ceduto ai membri dell’associazione, mentre il soggetto beneficiario tratteneva la restante somma, limitandosi poi a restituire solo le prime rate di rimborso.
Le indagini sono cominciate nel novembre del 2015, nel mentre di un’attività della Squadra Mobile su un traffico di droga che ha fatto emergere anche tale nuovo filone investigativo. In questi giorni, sono stati notificati agli indagati gli avvisi di conclusione delle indagini, emessi dalla Procura pescarese.
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